Scienza e società: la nuova biologia a DNA espanso

basi nucleotidicheQualche giorno fa sulla prestigiosa rivista Nature è apparsa la scoperta di un gruppo di americani dello Scripps Research Institute guidati dal biochimico Floyd Romesberg che ha prodotto in laboratorio un batterio Escherichia Coli (che si trova normalmente nel nostro intestino) “semisintetico” ossia modificato in modo da avere alcune basi chimiche non presenti in natura. Dal punto di vista chimico, il DNA è un polimero organico costituito da monomeri chiamati nucleotidi. Tutti i nucleotidi sono costituiti da tre componenti fondamentali: un gruppo fosfato, il deossiribosio (zucchero pentoso) e una base azotata che si lega al deossiribosio. Le basi azotate che possono essere utilizzate nella formazione dei nucleotidi da incorporare nella molecola di DNA sono quattro: adenina, guanina, citosina e timina. Nello studio annunciato, il batterio è stato modificato con un DNA (in forma circolare) “espanso artificialmente”: il suo materiale genetico cioè, comprende un paio di lettere aggiunte in laboratorio, che non si trovano in natura dai nomi un po’ esotici: d5SICS e DNAM. L’aspetto molto interessante è che le cellule di questo batterio unico, replicano le basi aggiunte più o meno normalmente. Dopo l’annuncio, fatto lo scorso Marzo sulla rivista Science, della realizzazione del primo cromosoma sintetico nel lievito, (organismo eucariota, cioè di un organismo nelle cui cellule il nucleo è ben isolato e protetto da una membrana) abbiamo ora il primo organismo vivente con un “super DNA” modificato artificialmente, che ci porta nell’ambito di una biologia a DNA “espanso ed espandibile” in cui sarà possibile usare i processi di evoluzione per costruire, ad es., proteine tossiche solo per le cellule cancerose, produrre farmaci migliori o creare nuovi materiali adatti alle nanotecnologie e all’ingegneria genetica.
Roberto Dominici

 

 

1 comment for “Scienza e società: la nuova biologia a DNA espanso

  1. Sandra Savaglio
    12 maggio 2014 at 15:02

    Grazie Roberto per la semplice e breve spiegazione dell’importanza di questa scoperta.

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