Serre in Lombardia: una crescita incontrollata

di Achille Taccagni

Ogni #fridayforfuture, un passo sull’ambiente.
In uno dei paragrafi introduttivi della “Laudato si'”, Papa Francesco cita un passaggio del discorso pronunciato dal suo predecessore Paolo VI in occasione del 25° anniversario di fondazione della FAO, nel novembre del 1970.

È un testo interessante perché, fra le altre cose, stimola il lettore a una riflessione sull’esigenza di “dominare il suo stesso dominio“, sull’ambiente e sugli animali. Un monito contro quei tipi di sfruttamento delle risorse naturali che rischiano di distruggere l’equilibrio ambientale.

La fotografia qui a seguito è tratta da un articolo pubblicato giorni fa da La Nuova Ecologia (leggi qui), nel quale si denuncia la crescita incontrollata in Lombardia dei terreni agricoli sfruttati mediante l’utilizzo di serre per l’agricoltura intensiva.

Il miglioramento della fertilità del suolo, la sistemazione razionale dell’irrigazione, la riunione delle frazioni di terreno, la valorizzazione di zone paludose, lo sforzo di selezione vegetale, l’introduzione di varietà di cereali ad alto rendimento sembrano quasi avverare la previsione dell’antico profeta dell’epoca rurale: il deserto rifiorirà. Ma la concreta attuazione di queste possibilità tecniche a un ritmo accelerato non avviene senza ripercussioni dannose sull’equilibrio del nostro ambiente naturale.  Il peggioramento progressivo di ciò che si è convenuto chiamare l’”ecosistema” rischia, sotto l’effetto di contraccolpi della civiltà industriale, di condurre a una vera catastrofe ecologica.

Noi vediamo già viziarsi l’aria che respiriamo, inquinarsi l’acqua che beviamo, contaminarsi le spiagge, i laghi, anche, gli oceani, sino a far temere una vera “morte biologica” in un avvenire non lontano, se non saranno coraggiosamente decise e severamente applicate, senza ritardi, energiche misure.

Terribile prospettiva, che sta a voi considerare con cura perché sia evitato l’annientamento del frutto di milioni di anni di selezione naturale e umana. In breve, tutto è organicamente inglobato, ed è necessario fare attenzione alle conseguenze su vasta scala che ogni intervento umano introduce nell’equilibrio della natura, che è messa, con la sua ricchezza armoniosa, a disposizione dell’uomo, secondo il disegno amoroso del Creatore.

Questi problemi vi sono certo familiari. Noi abbiamo voluto ricordarli per meglio rilevare l’urgenza e la necessità di un mutamento radicale nella condotta dell’umanità, se questa vuole esser sicura della sua sopravvivenza.

Sono occorsi all’uomo millenni per imparare a dominare la natura, a sottomettere la terra, secondo la parola ispirata del primo libro della Bibbia. Adesso è venuta per lui l’ora di dominare il suo stesso dominio e questa impresa necessaria non chiede all’uomo meno coraggio e risolutezza della conquista della natura.

La prodigiosa padronanza progressiva della vita vegetale, animale, umana, la scoperta del segreti della materia condurranno all’anti-materia e all’esplosione della morte? In questa ora decisiva della sua storia, l’umanità oscilla, incerta tra timore e speranza. Chi ormai non lo avverte? I progressi scientifici più straordinari, le prodezze tecniche più strabilianti, la crescita economica più prodigiosa, se non sono congiunte ad un autentico progresso sociale e morale, si rivolgono, in definitiva, contro l’uomo.

Il discorso integrale di Paolo VI alla FAO si può trovare al link https://w2.vatican.va/…/hf_p-vi_spe_19701116_xxv-istituzion….

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