Servizio Civile Nazionale: bando in scadenza

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Servizio civile nazionaleObiezione, dal latino “obicere”, rifiuto. Rifiuto nei confronti dell’articolo 52 della Costituzione Italiana: “La difesa della patria è sacro dovere del cittadino. Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e nei modi stabiliti dalla legge.” Da qui, dalla contrapposizione a questo dovere decretato al cittadino dall’autorità, nasce, con l’entrata in vigore della Carta Costituzionale, l’obiezione di coscienza: rifiuto a impugnare le armi e volontà di difendere i propri principi, umani, cattolici o politici incompatibili con la logica della violenza, con l’imposizione con la forza, con il dominio sulla società civile, propria dell’esercito e del servizio militare. Sono gli anni del dopoguerra, in cui la memoria dei massacri era viva e forte.

Sono gli anni della guerra fredda, di precario equilibrio tra forze che dominavano il mondo. Sono anni di guerra, dove la violenza, seppur lontana, risuonava nelle orecchie di qualsiasi cittadino. Il primo obiettore, che nel rifiuto delle armi trovò il carcere, fu il socialista Pietro Pinna. All’inizio degli anni ’60 il mondo cattolico, rispondendo ai moniti evangelici del “non uccidere” e “ama il prossimo tuo come te stesso”, iniziò a muoversi verso la promozione e la diffusione di una logica di non violenza che, inizialmente, vide i suoi esponenti di spicco in rare individualità come Don Milani e padre Balducci che, rei e processati per apologia di reato, non ebbero l’appoggio della Santa Sede.

Numerosi i civili incarcerati, sul finire degli anni ’60, quando l’obiezione di coscienza per motivi politici, legati a più ampie lotte per i diritti umani e civili aleggianti nelle scuole e nelle fabbriche, divenne massiccia. La classe politica, messa alle strette dal vasto movimento d’opinione nato nella società e dal contemporaneo intensificarsi delle azioni di protesta condotte dalle organizzazioni non violente, approvò, pur sotto l’influenza delle gerarchie militari e delle forze politiche contrarie, il disegno di legge Marcora.

Il governo approvò così la legge n. 772, che sanciva il diritto all’obiezione per motivi morali, religiosi e filosofici ed istituiva il servizio civile sostitutivo del servizio militare e, pertanto, obbligatorio. La legge, seppur restrittiva, portò alla scarcerazione di migliaia di uomini e segnò un cambiamento storico per la legislazione italiana, in quanto pose i giovani dinnanzi alla possibilità di una scelta: servizio militare con o senza armi.

Quest’ultima opzione parve portare con sé, sino al 1998 con il varo della legge n. 230, una restrittività che implicava disuguaglianza: servizio civile come beneficio dello Stato e non come diritto, mancato riconoscimento di motivi politici provocanti il rifiuto delle armi, con otto mesi di servizio in più e con la completa gestione e competenza del Ministero della Difesa. Con il 1998, dunque, la svolta: i cittadini, che per obbedienza alla propria coscienza, rifiutano l’arruolamento nelle Forze armate, possono adempiere gli obblighi di leva prestando un servizio civile, diverso per natura e autonomo dal servizio militare, ma come questo rispondente al dovere costituzionale di difesa della Patria.

Dal 2000 ad oggi i passi sono stati brevi: dall’abolizione della leva, al reclutamento volontario, senza distinzione di genere, connesso dunque con la soppressione dell’obiezione di coscienza, fino all’istituzione, nel 2001, del Servizio Civile Nazionale, rispondente, anch’esso, al già ricordato articolo 52 della Costituzione. Forma di difesa della Patria dunque, dei suoi ordinamenti sociali, valoriali e culturali su cui si è andato costruendo e rafforzando l’assetto democratico del nostro paese.

Cooperazione nazionale e internazionale, promozione della solidarietà: altri obiettivi del Servizio Civile Nazionale che diviene così una importante occasione di crescita personale e lavorativa, nonché opportunità di svolgere un ruolo di cittadinanza attiva, contribuendo dunque allo sviluppo sociale, culturale ed economico del Paese. Le aree d’intervento nelle quali è oggi possibile prestare servizio, tramite amministrazioni pubbliche, associazioni non governative e no profit, sono circoscrivibili all’area dell’assistenza, della protezione civile, dell’ambiente, del patrimonio artistico e culturale, dell’educazione e promozione culturale, e, infine, del servizio civile all’estero. Poche, dai racconti, sono le testimonianze di chi conclude il Servizio Civile con insoddisfazione.

Un’esperienza umana, di condivisione e di messa in gioco, una risposta al bisogno di formazione e crescita di ognuno di noi, un’occasione per dare il proprio contributo ed essere cittadini attivi.

Camilla Mantegazza

Il bando scade il 4 novembre possono accedere solo ragazzi e ragazze fra 18 e 28 anni.

Enti del Servizio Civile di Monza e Brianza

http://www.famiglia.regione.lombardia.it

Info da Regione Lombardia  

http://www.famiglia.regione.lombardia.it

Proposte di  Servizio Civile da Caritas Ambrosiana

http://www.caritasambrosiana.it

Bandi Regionali, Progetti in Italia, Progetti all’estero

http://www.serviziocivile.gov.it

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