Le Sgabole si confessano

Le SgaboleCredere nella musica è ancora possibile. Ci vogliono tanta passione e sano coraggio, perché spesso la chiave del successo è sapersi divertire, coinvolgendo chi ti sta guardando in un vortice di spensieratezza. Utopia? No, verità. Ildialogodimonza.it ha intervistato per voi Le Sgabole, una giovane Ska-Pop band che non ha paura di scalare l’altissima e scivolosa parete che separa i giovani dal mondo discografico. Per loro è stata un’estate di successo grazie al TasKabile tour progettato per presentare il loro secondo Ep, La Bella e il Bestia, in numerosi palchi tra i quali quello del Carroponte (Milano), Villa Tittoni (Desio) e del MEI di Faenza. A dar vita a tanta energia sono cinque ragazzi: al basso Nicolas Orlando, alla chitarra e nel ruolo di seconda voce Massimiliano Fiori, insieme al fratello Christian, alla batteria Yuri Li Causi mentre Marcello El Maamari alla voce principesca.

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Giovani talenti che vivono tra la provincia di Lecco e quella di Monza e Brianza e che, nonostante gli stressanti ritmi della vita quotidiana, hanno voglia di incontrarsi per dar voce a quella che è la loro più grande passione. Perché, se si vuole che gli altri si accorgano di noi, è necessario farsi sentire e Le Sgabole ci stanno riuscendo molto bene. Dal loro primo album Buona la terza, il gruppo sembra sempre più determinato ad arrivare in alto. Prova di quanto scritto è la collaborazione, nel loro nuovo album, con la rockstar brianzola Paolo Gerson, oppure l’apertura del concerto dei Matrioska durante l’evento Rock@Santa.

Altro esempio è il cliccatissimo videoclip Sono già le sei, che parla della contrapposizione tra le ragazze con la puzza sotto al naso e quelle invece più casual. Protagonista del video la seducente Valentina Vignali, modella e giocatrice di basket, perfetta quindi per rappresentare questa dualità.

 

Domanda scontata, ma necessaria: Perché Le Sgabole?

Il progetto, come amiamo definirlo noi della band, Sgabole, nasce nel 2009 quando Nicolas ed io (Massimiliano) abbiamo deciso di fondare il gruppo e mai nome fu più adatto: dopo numerosi cambi di line up, abbandoni, nuovi ingressi … insomma dopo molte sgabole, si consolida la prima formazione stabile.

Come è andato l’esordio?

Con la nuova formazione abbiamo iniziato a crescere e a calcare palchi sempre più importanti nei locali fino a raggiungere il Live Club all’interno del Forum ad Assago, affiancando nomi come Gerson, Matrioska, gli ormai ex Scacciapensieri, Yokoano, Duff, Punkreas e Vallanzaska. A questo punto abbiamo deciso di impegnarci nella realizzazione del nostro primo album, tentativo che fallisce due volte…

Come mai?

Casualità, inaffidabilità e sfiducia della gente… un bel mix, ma è la verità. Poi da cosa nasce cosa, bisogna solo credere veramente nel proprio sogno e uscire dal tunnel della negatività imposta dal nostro contesto sociale. Nel nostro caso Nicolas ha incontrato, durante un concerto, colui che ha registrato anche il nostro secondo disco: Gianluca Lo Iumbe.

Complimenti! Voi vi definite Ska-Pop con oscillazioni Punk e accenni Rock. Ma qual è il genere che vi rappresenta meglio? 

Indubbiamente il genere che più ci rappresenta è lo Ska, perché è divertente e spensierato, proprio come il nostro modo di fare musica, che per noi è sempre fonte di divertimento e una scappatoia dalla vita di tutti i giorni.

Tornando al vostro secondo Ep: il vostro TaSKAbile tour termina con l’estate? Avete altri progetti?

Il nostro TaSKAbile tour termina il 28 settembre, quando avremo di nuovo l’onore e il piacere di suonare insieme ai Vallanzaska al MEI di Faenza. Dopo di che, ci prenderemo una piccola pausa con i live per chiarirci bene le molte idee che abbiamo in testa per il terzo album già in cantiere.

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Meraviglioso, altri progetti! A questo punto non posso non chiederevi un pensiero antisfiducia per giovani talentuosi che, come voi, non vogliono abbandonare la loro passione…

Più che poca fiducia nei giovani, il problema è che c’è poca fiducia nel mondo della musica underground, identificando con questo termine tutta la musica che non esce dai vari programmi mainstream. Inoltre, la maggior parte dei locali in cui proponi una data ti rispondono con «Quanta gente porti?» e questo purtroppo è un problema per le piccole band che cercano di emergere. Ma come dicevo prima, da cosa nasce cosa, infatti durante le riprese del videoclip Sono Già Le Sei, abbiamo avuto la fortuna di entrare in contatto con Christian Perrotta, tastierista dei Vallanzaska nonché manager dell’etichetta Maninalto. Da questo incontro abbiamo migliorato l’organizzazione dei nostri live, iniziando a suonare su palcoscenici sempre più importanti. Per questo motivo il consiglio che ci sentiamo di dare a tutti coloro che si stanno avvicinando oggi a questo mondo è di non scoraggiarsi mai e di non tirarsi mai indietro di fronte alle difficoltà, ma piuttosto di prendere tutto con divertimento e di impegnarsi il più possibile ogni giorno … solo così i veri risultati possono arrivare, soprattutto in un mondo ormai lasciato nell’ombra come quello della musica.

Perché si sa, le difficoltà fanno male, ma spesso sono necessarie per migliorarci, perché capaci di stimolare in noi la creatività. Pertanto uno sguardo positivo è quello che ci vuole per ritrovare la fiducia che il mondo intero sembra aver perso.

Veronica Miranda

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