Sguardi sul futuro. I vincitori del Premio Artivisive Sanfedele

 

di Francesca Milazzo

Alessandra Carosi, classe 1984, marchigiana, è la vincitrice del Premio Artivisive Sanfedele 2018. Con lei si sono classificati altri quattro giovani artisti: Jordan Angelo Cozzi (Martini International Ward), Francesco del Conte (Premio Paolo Rigamonti), Jacopo Valentini (secondo classificato) e Luca Marianaccio (segnalato dai curatori). Giovani artisti che si sono espressi sul tema di questa edizione: Sguardi sul futuro. Scrive il direttore della Galleria San Fedele Andrea Dall’asta SJ:

In un mondo in cui i valori tradizionali si stanno sempre più affievolendo, lasciando il posto a un senso di vuoto e di freddo nichilismo, occorre avere il coraggio di guardare avanti per affrontare le sfide che la società di oggi ci riserva. Non ci si può chiudere in un mortifero narcisismo, tanto meno si può sfuggire dal reale creandosi paradisi artificiali.

Alessandra Carosi

Con le loro opere d’arte, i giovani artisti offrono uno sguardo originale sul presente e sul futuro. Nel lavoro della vincitrice, Alessandra Carosi,” c’è l’esperienza visiva della tensione che nasce tra il desiderio di voler dare un senso al mondo che ci si sta rivelando e l’accettazione dei limiti della nostra comprensione” scrive il curatore Massimo Marchetti.

Jordan Cozzi

Dell’amore e della morte si intitolano le opere di Jordan Cozzi. Chiara Gatti, la curatrice, scrive: ” C’è qualcosa di foscoliano nelle immagini che questo giovane artista ci consegna come monito di un mondo fragile che affida la sua sopravvivenza al ricordo e alla famosa eredità di affetti invocata dal poeta fra i versi dei Sepolcri.

Jacopo Valentini

Chiara Canali è la curatrice di Jacopo Valentini, autore del Progetto Volcano’s Ubiquity, una ricerca  che si compone di molteplici scatti che ruotano attorno al tema centrale del paesaggio fisico e antropico del Vesuvio.

Francesco Del Conte è l’autore dei Pilastri del Tempo. Chiara Gatti scrive :” L’autore  gioca con la nostra comprensione di visioni ingannevoli mettendo in discussione la relazione acquisita fra uomini e oggetti. Lo scarto di proporzioni  fra il micro-mondo della metallurgia di precisione e un ipotetico macro-ambiente templare scardina la riconoscibilità di un luogo e delle sue fattezze illusorie.

Luca Marianaccio

Icone di reperti futuri di Luca Marianaccio è il progetto presentato da Matteo Galbiati che scrive: “Credo che il valore maggiore delle sue opere – aldilà di temi, proposte, riflessioni – sia di saperci ridare ordine rispetto al potere forte delle immagini di oggi: togliendo aggiunge per noi lo spazio per un senso ritrovato che, senza ipocrisie, ci rende migliori interpreti non solo di questi lavori, ma soprattutto di noi stessi, del nostro tempo e del nostro mondo di cui loro restano icone di reperti futuri.

 

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