“ Sottacqua ”: quando il piccolo cinema si fa grande

di Mattia Gelosa

“ Sottacqua ”, di cui Il Dialogo di Monza aveva già parlato due giorni fa, è un cortometraggio prodotto dall’unione di diverse forze: il liceo artistico Nenni Valentini, l’istituto Dehon, la comunità “Casa F. Mosca” della cooperativa Solaris di Triuggio e la “Scuola delle arti” di Monza.

Alla presentazione di ieri sera, presso il Binario 7, la sala era gremita di giovani, molti dei quali coinvolti in qualche modo nel progetto, un lavoro che è una riflessione sui problemi derivanti dalla droga e dal gioco d’azzardo, ma non solo.

Tre uomini si ritrovano al funerale di un loro vecchio amico, morto di overdose dopo una vita passata a lottare con la droga, una piaga che già aveva colpito il gruppo quando erano adolescenti e che l’aveva fatto anche dividere. L’incontro porta i tre a parlarsi di nuovo, a confrontarsi, a scoprire che l’essere rimasti da soli ha reso le loro vite più difficili e più problematiche.

Adesso c’è finalmente l’occasione per recuperare e placare quel rimorso di coscienza che attanaglia lo stomaco di chi si rende conto di aver abbandonato una persona in difficoltà, di chi pensa, in fondo al cuore, che quella morte in parte sia anche colpa sua.

L’errore non si ripeterà e Simone, sommerso dai debiti e alcolista, pensa, forse, al suicidio immergendosi in una vasca fatta di acqua che appare densa e pesantissima. Ma qualcosa è cambiato e l’uomo comprende di avere un’opportunità che il suo amico non ha avuto, quella di contare sull’appoggio dei compagni ritrovati e di una comunità. I suoi occhi, mentre guardano il Lambro che scorre impetuoso come la vita che lo aspetta, hanno ritrovato luce e speranza per un futuro che prima vedeva negato.

Quando si recensiscono film realizzati da associazioni o scuole, la tendenza è sempre quella di mettere in risalto la poca professionalità della produzione e degli attori per giustificare gli inevitabili difetti della pellicola. In questo caso, invece, le informazioni su chi ha prodotto il film servono per fare un applauso in più ad un gruppo di ragazzi e professori che si sono dimostrati validi artisti.

La comunicazione arriva, le emozioni non mancano, la storia è credibile, senza che si percepisca quel velo di artificiosità e artigianalità che spesso purtroppo ricopre anche certe opere professionali che passa il piccolo schermo.

Trattare questi temi non è facile, il rischio di cadere nella retorica o nell’esagerazione è sempre in agguato, ma “ Sottacqua ” ne è rimasto lontano. Anche la recitazione è da premiare, assolutamente adatta e apprezzabile da parte di tutto il cast.

Infine, molto curata è sia la regia sia la qualità delle riprese. Si vede che è stato fatto un ottimo lavoro di preparazione anche per quanto riguarda le location e, soprattutto, l’illuminazione, uno degli elementi che tradisce subito l’artigianalità della realizzazione di un audivisivo.

Musiche anch’esse originali e scritte da uno dei ragazzi, ben integrate nel corto, che si apre con una traccia fatta da note che cadono pesanti come gocce d’acqua.

Dopo la proiezione seguono commenti emozionati e dichiarazioni di rito che questa volta, davvero, appaiono convinte, sincere e sentite. Il Binario 7 ha applaudito più volte e siamo sicuri che il successo di questa proiezione si ripeterà anche nelle occasioni successive.

 

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