Spagna: serve una mediazione internazionale

di Fabrizio Annaro

Dopo  le decisioni del governo di Madrid adottate in applicazione dell’art.155 della Costituzione spagnola che prevedono una sospensione dell’autonomia della regione catalana, provvedimenti  giudicati dalla stampa internazionale  molto più duri rispetto alle aspettative, la situazione rimane tesa e piena di incertezze. Preoccupano molto seriamente gli arresti e le minacce di carcerazione destinate ai leader indipendentisti.

Penso che l’Europa debba uscire da questa fase di attesa e proporsi come mediatrice. Non credo che l’uso della forza possa aiutare la Spagna e tantomeno l’Europa. Credo che Roma e Parigi in particolare non possano rimanere indifferenti di fronte all’escalation della tensione. La diplomazia internazionale può giocare un ruolo importante e attivare un’azione mediatrice utile per uscire dall’impasse. Anche le storiche e tradizionali organizzazioni che  operano a favore della pace potrebbero aiutare spagnoli e catalani a trovare una via d’uscita. Penso alla comunità di Sant’Egidio che ha giocato un ruolo importante in una serie di conflitti internazionali e che è nota per “aprire strade di pace” in un mondo segnato da troppe guerre, divisioni e muri.

Permettetemi di ricordare il viaggio di San Francesco in Egitto nel 1219, durante la quinta crociata e in occasione dell’assedio alla città egiziana di Damietta. San Francesco e frate Illuminato ottennero il permesso di poter entrare nel campo saraceno e incontrare, disarmati e a loro rischio e pericolo, lo stesso sultano Al- Malik- al Kamil nipote di Saladino. Lo scopo dell’incontro fu quello di aprire un dialogo  e quindi mettere fine alle ostilità. Un incontro così significativo e attuale che, a distanza di secoli, ci indica la rotta da cui partire nella ricerca di intesa e concordia.

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