Spazio Civis. Liberi tutti

sindaco2Spazio Civis dialogo diretto. La politica come cura del bene comune.

In questi articoli  pubblichiamo interventi sociali, ma non solo sociali, di sindaci e politici dei comuni di Monza e Brianza con l’intento di favorire il dialogo con i propri cittadini. La possibilità è offerta a tutti gli amministratori di qualunque opinione politica .

Da  “Il diario di un Sindaco” www.comune.lissone.mb.it ospitiamo il post del sindaco di Lissone Concetta Monguzzi – 28 settembre 2013 –  ringraziamo per la disponibilità

LIBERI TUTTI!

Ogni metro quadro del parco “Liberi tutti!” è occupato da persone e si respira ovunque entusiasmo e soddisfazione. I bambini si incantano, si mettono in fila, aspettano il loro turno e studiano le giostre prima di salire.  L’altalena con la porticina attira molto, capiscono che è per far salire una carrozzina, ma anche per salire in gruppo, con gli amici. È un parco “inclusivo”, parola che contiene molto, ma è immediatamente percepibile che è un parco per tutti i bambini, per giocare insieme ciascuno con i propri limiti e le proprie paure.
Si sa che la disabilità aumenta e dipende molto dai vincoli delle strutture esterne che frenano e rendono più difficile il percorso personale verso l’autonomia e l’incontro con la realtà e qui in questo parco si è creato un luogo di gioco per tutti, perché il diritto al gioco e all’incontro con altri bambini è imprescindibile.

Uno spazio quotidiano di esperienza perché i nostri cittadini più piccoli crescano tutti più liberi da pregiudizi che limitano la bellezza dell’amicizia.

Gli alpini, schierati sotto il masso-montagna, osservano in silenzio: loro che sono custodi di una importante memoria collettiva ci aiuteranno a custodire questo luogo di pace.

Gli occhi lucidi dei componenti dell’associazione “Amici di Lollo” e del gruppo “Noi mamme di Lissone” esprimono la determinazione di aver voluto questo parco e la soddisfazione di essere arrivati all’inaugurazione

E che dire dei tecnici dell’Assessorato Lavoro Pubblici? Dell’Assessore Nava  e di tutta l’Amministrazione? Di tutte le associazioni e gruppi che hanno contribuito alla realizzazione? Degli Sponsor? Quanta gente ha creduto in questo parco!

E ci hanno creduto anche tutti i bambini di Lissone che hanno disegnato il logo, hanno scritto il motto. È il loro parco: desiderato da tanti, realizzato insieme.

Mi sposto in un angolo e osservo: mi piace tutto! Mi affascinano due lunghe leve collegate a una ruspetta che smuove la sabbia in una sabbiera. Un bambino in carrozzina può tranquillamente e comodamente scavare, smuovere la sabbia, costruire, partecipare al gioco di chi è dentro la sabbiera. È incredibile.

Penso a Lollo, lo immagino sorridente, che ci guarda; è il parco dedicato a lui. È lui il  motore di questa grande volontà collettiva. È stato in grado di tirar fuori il meglio da ognuno di noi, di toccare le nostre corde più profonde e di permettere la realizzazione di un luogo di ben-essere.
Lollo, sei tu il protagonista numero 1!

Guarda Lollo cosa sei riuscito a scovare nell’animo di questo ragazzino di 11 anni che ci ha lasciato delle riflessioni profonde… Da non credere. Ed è con queste riflessioni che vi lascio, senza aggiungere commenti, tranne un GRAZIE immenso.
Scritto di Davide Fossati

“Ti ho visto dall’altra parte del campo mentre guardavi la partita con gli occhi pieni di sole.
Imprigionato in un corpo fisso e immobile ho sentito la forza dei tuoi pensieri e il battito del tuo cuore.
Quando i tuoi compagni hanno fatto goal ti ho visto sorridere con la stessa intensità e la stessa gioia di che aveva appena realizzato un sogno.
E mi sono sentito “diverso”… io che potevo correre, io che potevo prendere il volo con la palla verso la porta, io che potevo saltare, dribblare gli avversari e calciare… non avevo quella stessa luce nello sguardo, non avevo lo stesso ardore nell’animo… e ho capito… ho capito che “diverso” non è uno stato fisico ma è uno stato “mentale”… che la disabilità è negli occhi di chi guarda ma non sa ascoltare… che tutti siamo diversi con le nostre debolezze, i nostri limiti, il nostro egoismo… che c’è chi è capace di essere farfalla senza avere le ali… e chi ha gambe e piedi per correre, ingabbiato dalle sue paure, non è capace di spiccare il volo…
L’arbitro ha fischiato, la partita era finita ma io sono rimasto ancora per qualche minuto sul dischetto del calcio di rigore mentre il Mister richiamava tutti negli spogliatoi… avevo le lacrime della sconfitta che mi rigavano il volto… e tu sei rimasto a bordo campo a guardarmi a tua volta… poi qualcuno ti ha spinto verso di me e mi hai raggiunto con la tua sedia a rotelle che arrancava faticosamente sul prato in erba. Diversi eppure uguali abbiamo guardato insieme il sole che tramontava all’orizzonte. Poi hai riempito l’aria con la tua voce cristallina “Andiamo, Campione” hai detto e, sorridendo, mi hai preso per mano”.

 

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