Stasera sono in vena di e con Oscar De Summa

di Paola BIffi

Droga un termine che dice un po’ tutto ma anche niente: non si sa mai quanto scherzo, quanto verità, quanto solo un parlare nel vuoto, un argomento noioso e già sentito, fuori moda. Tendiamo a pensare la droga come una storia eccentrica e lontana, una sceneggiatura gi vista e già premiata, una battaglia per alcuni vinta per altri persa in partenza.

Con il suo spettacolo teatrale Stasera sono in vena, in scena al Teatro Binario7 di Monza l’11 e il 12 novembre, Oscar De Summa racconta invece una storia drammaticamente quotidiana, arricchita dal valore e dal coraggio del vero, del reale, che ci riporta alla consapevolezza di una droga che ancora deve essere raccontata.

Lo spettacolo, autobiografico, la trama di un’estate pugliese, di un gruppo di sedicenni annoiati che trovano nell’eroina un divertimento, una fuga, un viaggio oltre i confini della realtà, oltre i confini, che si interseca con la realtà dello spaccio, della Sacra Corona Unita, del mondo, quando la dose non basta più.

Nonostante le note profondamente drammatiche, lo spettacolo rimane leggero grazie all’alternanza di momenti comici e momenti cupi, al ritmo incalzante e alle canzoni blues che intervallano la trama. De Summa si fa portavoce degli annoiati, di un paese dove non avevamo nient’altro da fare, veramente, nient’altro e dove il rifiuto dell’abitudine diventa facilmente fascino per l’accattivante vita del criminale e dell’eroina. Ad un certo punto dello spettacolo i ragazzi, dopo aver passato la notte a farsi, vengono svegliati dalle voci dei bagnanti di una spiaggia pugliese, e ridono per quanto si sentono diversi e lontani da quel mondo normale dal quale sono fuggiti. Mi immagino la storia al contrario, e penso a due mondi che si rifuggono a vicenda, che si ignorano e si prendono in giro, pensandosi uno l’assurdo dell’altro, dimenticandosi di essere vicini di casa.

De Summa riesce con il suo spettacolo a far comunicare i due mondi, così come la commedia e la tragedia, la noia e il viaggio, la vita e la morte che sono una la figlia dell’altra.

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