Steve McCurry. Immagini e parole all’Arengario

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Steve McCurry. Leggere. Inaugurazione presso Arengario di Monza 16 gennaio 2020. Ph. Anna Laviosa
di Anna Laviosa

Leggere continuamente, senza fine. Così Virginia Woolf immagina il paradiso. La mostra STEVE MCCURRY Leggere, organizzata da ViDi e Civita in collaborazione con Comune di Monza e SudEst57, conferma e amplifica il pensiero della scrittrice inglese attribuendo al verbo leggere due diversi complementi oggetti: libri e immagini.

Leggere, secondo Fernando Pessoa, è sognare per mano altrui. In questo caso, la mano è quella guidata dall’occhio di Steve McCurry.

La lettura della parola scritta, come spiega la curatrice Biba Giachetti introducendo l’esposizione, è uno strumento universalmente importante per migliorare le condizioni di vita degli individui.

Lo stesso Steve McCurry sostiene da anni progetti di alfabetizzazione, specialmente rivolti alle donne, in Afghanistan e altri paesi asiatici.

Kunduz, Afghanistan, 2002 © Steve McCurry

Un tapis roulant di aforismi e citazioni selezionati da Roberto Cotroneo trasporta il visitatore in sfaccettati mondi letterari così che, osservando le fotografie di persone assorte nella lettura, si ritrovi rapito dal percorso espositivo.

La sequenza di immagini raffiguranti libri e lettori è impreziosita dalla presenza di libri in carta e dorso: quindici volumi con le foto di Steve McCurry esposti in teca di vetro, non consultabili ma riverberati dalla fotografia retrostante, versione ingrandita dell’immagine di copertina.

L’ urgenza del fotoreporter è sapientemente bilanciata dalla distanza paziente di un fotografo naturalista. Le persone ritratte sono abbarbicate in un’oasi di sicurezza e speranza che il fotografo non vuole invadere. Gli occhi restano fissi sui libri mentre McCurry rimane un passo indietro per non interrompere il lettore rifugiatosi in un mondo tanto fantastico quanto vividamente vitale rispetto a circostanti scenari apocalittici e desolati. Vediamo persone leggere in attesa della fine di un monsone, dell’estinzione di un incendio divampato alle proprie spalle o di ricostruire le rovine dopo un’esplosione. Ma vediamo anche lettori spensierati raccontare fiabe ad un elefante assonnato, declamare versi in una lavanderia a gettoni e mimetizzarsi tra pareti di legno e libri.

Kabul, Afghanistan 1992. ©Steve McCurry. Mostra Steve McCurry Leggere, Arengario di Monza 2020

Lo sguardo voyeuristico del visitatore viene interrotto da alcune fotografie che mostrano lo sguardo diretto del soggetto. Istintivamente, ci mettiamo in posa davanti al fotografo di Kabul che ci osserva fuori dal suo studio fotografico, seduto accanto alla sua scatola magica. Gli occhi di due ragazze afghane (ritratte rispettivamente a Herat nel 1992 e a Kunduz nel 2002) ci colpiscono, direbbe Cesare Pavese, come parole che risuonano in una zona già nostra, che già viviamo, e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi.

Durante il periodo di apertura della mostra sono previsti diversi eventi ed attività.

Piero Francesco Pozzi, docente al Politecnico di Milano, terrà quattro conferenze:

23 gennaio Il grande reportage
13 febbraio Alla ricerca di un’identità
5 marzo Viaggio in Italia
26 marzo Tra selfie, food e influencer

Tutte le conferenze iniziano alle ore 20. L’accesso alle singole conferenze è consentito con il biglietto di ingresso alla mostra. Si può partecipare a tutte e quattro le conferenze al prezzo di 20€

  • Elisabetta Cagnolaro presenterà attività gratuite per famiglie il 26 gennaio, 23 febbraio e 29 marzo . Orario 11.00-12.00. Età consigliata 5-11 anni. Su prenotazione. Si accede con il biglietto della mostra.
  • Sempre a cura di Elisabetta Cagnolaro si svolgeranno inoltre attività didattiche e visite guidate per le scuole. Per informazioni e prenotazioni contattare ViDi: segreteria@vidicultural.com o 02 36638600

STEVE McCURRY. Leggere
Arengario, Piazza Roma, Monza

17 gennaio – 13 aprile 2020
Orario: mar-ven 10-13 / 14-19 sab-dom 10-20
Biglietto: 10, 8(over 65 e ragazzi 13-18) , 5(bambini 4-12)