Storia dell’arte per quasi principianti

di Nicoletta Petrus

Un libro per l’estate. Difficile stabilire quale sia il migliore, ma un suggerimento…” Storie dell’arte per quasi principianti ” edizioni Skira.

Scritto da Valter Curzi, professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna alla Sapienza Università di Roma e direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici, è un libro che può accompagnarci in questo periodo dell’anno dove il tempo è a nostra disposizione.

I numeri ci dicono che l’attenzione dei visitatori per  le opere d’arte esposte in mostre o musei è in continua crescita. Da questa constatazione è sorta la necessità di offrire a un pubblico sempre più variegato una chiave di lettura veloce e moderna rimanendo comunque  fedeli all’approccio scientifico e profondo di chi affronta lo studio della storia dell’arte nei suoi più molteplici aspetti e ne diventa studioso e divulgatore. Il libro sviluppa la sua tesi in cinque capitoli e affronta la storia dell’arte tra il quattrocento e il settecento. Con una parte finale riferita alla nostra contemporaneità.

La chiave di lettura che lo storico invita a seguire ci conduce nella profondità dell’opera d’arte e ci rende protagonisti insieme ad essa dell’eterna vitalità del prodotto artistico contemporaneamente dentro e al di sopra delle epoche e del trascorrere del tempo. Mutano le chiavi di lettura, muta il significato dei termini , si modificano i concetti ma  l’opera d’arte, continuerà a rigenerarsi attraverso le epoche.

E’ questo il merito del libro di Valter Curzi che con semplicità riesce a condurci  in un mondo apparentemente lontano ma in verità assolutamente presente e attuale dimostrando come siamo tutti eredi di Michelangelo, Leonardo e di tutti gli altri artisti che nel libro si incontrano. Basta camminare nelle nostre città per rendercene conto.

A dimostrazione di ciò, Curzi conclude il suo libro evidenziando l’archetipo della Pietà interpretato in chiave moderna ma in stretta relazione con l’eredità del passato.

Riporto il passo conclusivo del libro dove si descrivono due attività performative avvenute nel 2018.  Il lavoro performativo vede al centro l’opera dello scultore Fabio Viale che interpreta la Pietà di Michelangelo, immagine della copertina del libro.  

 La prima performance avviene nel mese di gennaio a Milano nella galleria Poggiali, la seconda:  …

” Nel mese di agosto la scultura è stata imbarcata su un peschereccio a Lampedusa ancorato, successivamente, al largo nel mare divenuto la tomba di tanti sventurati e quella Pietà, con le spalle all’Italia e le braccia aperte verso le coste della Libia, è sembrato che restituisse al nostro Paese e al mondo intero la protezione e la compassione penosamente smarrite. …”