Storie ingiuste

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bambini-migranti-unicefdi Francesca Radaelli

Alcune storie non sono fatte per i bambini.

Ma spesso sono proprio i bambini i protagonisti di queste storie.

E’ quanto ricorda ancora una volta l’Unicef, che all’interno dell’iniziativa #actofhumanity ha presentato tre storie animate che vedono protagonisti gli alter ego di quei

milioni di bambini e ragazzi coinvolti in migrazioni e sfollamenti in tutto il mondo.

Titolo del progetto è “Storie ingiuste – Storie di fughe dei bambini dai conflitti” . Tra gli obiettivi, quello di far riflettere sul fatto che, quando un bambino migrante o rifugiato raggiunge la sua destinazione, non si tratta semplicemente della conclusione di una fuga: per lui inizia un nuovo viaggio.

Attraverso quest’iniziativa l’associazione vuole coinvolgere concretamente le persone promuovendo una serie di attività sui social media: tramite l’hashtag #actofhumanity è possibile condividere queste storie e ispirarne di nuove.

I filmati, accompagnati da un e-book interattivo, seguono lo stile narrativo delle fiabe.

“Ivine e il cuscino” , per esempio, racconta la storia vera di una ragazza di 14 anni che dopo la pericolosa fuga dalla Siria arriva in un campo rifugiati della Germania, dove si trova ad affrontare nuove sfide.

“Malak e la barca”, invece, ha per protagonista una bimba siriana di 7 anni e narra il suo viaggio su un barcone pericolante attraverso il mare Mediterraneo.

La terza animazione narra infine la storia di Mustafa, che dopo essere fuggito dalla propria casa si domanda chi gli sia rimasto come amico.

Secondo i dati Unicef, a livello globale sono circa 65 milioni i bambini e ragazzi in movimento, che fuggono da conflitti, povertà e dagli effetti sull’ambiente dei mutamenti climatici.

Alla ricerca disperata di un posto da chiamare casa.

Francesca Radaelli

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