In Italia viene introdotto il suffragio universale

donne al votodi Camilla Mantegazza

La proposta venne formulata congiuntamente da Palmiro Togliatti e Alcide de Gasperi, l’estensione venne firmata da Umberto di Savoia. Ivanoe Bonomi -al secondo governo- accolse la richiesta: con il Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 23 del 1° febbraio 1945, in Italia, veniva introdotto il suffragio universale. Con una svolta storicamente e socialmente rilevante, le urne avrebbero accolto per la prima volta tutta la popolazione, senza porre differenze né di genere né di censo. Una prima volta che assunse una valenza ancor maggiore, poiché avvenne in occasione del Referendum del 2 giugno 1946, in cui gli italiani furono chiamati a scegliere quale forma, tra monarchica e repubblicana, avrebbe assunto il Bel Paese, segnando così il destino politico -e non solo- di una nazione intera.

Il fatidico giorno del Referendum, il Corriere della Sera titolava un articolo “Senza rossetto nella cabina elettorale”, sollecitando le donne a presentarsi al voto prive di qualsiasi traccia di rossetto: “le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto, lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio”. Ad onor del vero, però, era il 1924 quando le donne ebbero accesso alle cabine elettorali, per siglare le proprie schede per le elezioni amministrative. 1924, agli albori dell’età mussoliniana.

La dittatura -se è lecito definirla tale in quell’anno-, però, avrebbe di lì a poco progettato la netta proibizione di qualsiasi elezione per comune e provincia, a cui a capo vennero posti podestà e governatori, accuratamente scelti tra le cerchie fasciste. “Lo Stato fascista aveva realizzato finalmente l’eguaglianza tra i sessi privando tutti, maschi e femmine, dei diritti politici” scrive Simona Colarizzi, storiografa di fama. Ed è forse questa l’interpretazione che meglio calza alla concessione mussoliniana.

Concessione del voto alle donne, in un’Italia priva di qualsiasi diritto politico. Ma la battaglia, per questa capitale ragione, continuò, nonostante repressioni e soprusi. Ed il 1° febbraio del 1945 venne sancito il suffragio universale.

 

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