Teleri e pale d’altare, l’Avvento a Milano

di Costanza Tannaro

E’ tradizione consolidata a Milano. Una mostra di un’unica importante tela di tema sacro in occasione del Natale. Il Museo Diocesano Carlo Maria Martini quest’anno propone un capolavoro della pittura sacra: l’Adorazione dei Magi di Paolo Veronese.

Si tratta di una tela di grandi dimensioni (320×234 cm), conservata nella chiesa di Santa Corona a Vicenza e concessa dal Comune che ne è proprietario. Paolo Caliari, il Veronese (Verona 1528 – Venezia 1588) l’ha realizzata  negli anni tra 1573 e il 1575 per la cappella Sacra Spina della chiesa domenicana di santa Corona, dove si trova tuttora e dove tornerà dopo il 20 gennaio 2019 al termine di questa tappa milanese.

La composizione  – spiega la curatrice e direttrice del Museo Diocesano, Nadia Righi –  è dominata da un’imponente architettura di ricordo palladiano, un tempio in rovina che allude al mondo pagano ormai in declino, su cui appoggia la capanna in legno che accoglie la Sacra Famiglia. I tre Magi sono riccamente abbigliati con stoffe preziose che rimandano all’attività del committente, il ricco mercante di tessuti vicentino Marcantonio Cogollo, ritratto nel personaggio barbuto alle spalle del re moro. Al centro della scena, la figura del re con il manto rosso funge quasi da perno che, con un movimento avvitato, chiude il cerchio ideale intorno alla Madonna con il Bambino, composto da san Giuseppe e dal re col mantello giallo inginocchiato.

A Palazzo Marino, in sala Alessi, torna anche qui per l’undicesima volta, l’esposizione di un unico capolavoro (entrata libera dal 1 dicembre al 13 gennaio 2019). Quest’anno dalla Galleria Nazionale dell’Umbria arriva l’Adorazione dei Magi di Pietro Vannucci detto il Perugino (Città della Pieve circa,1450 – Fontignano,1523). 

Il Vannucci è stata una figura particolarmente importante per l’arte rinascimentale. “Il meglio maestro d’Italia” così era considerato soprattutto perché alla sua bottega si formò, tra gli altri, Raffaello Sanzio. La grande pala d’altare presentata a Milano è un lavoro giovanile, datata 1473,  il primo importante impegno commissionato  dalla chiesa di Santa Maria dei Servi a Perugia. Il dipinto ha un’impronta  del primo quattrocento, tardo gotica, che, secondo gli studiosi, risente dell’influenza del soggiorno fiorentino tra le botteghe del Verrocchio, dove lavorava un giovane Leonardo, e quella del Pollaiolo.  

 

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