The sound of silence

di Daniela Zanuso

“Hello darkness my old friend” è uno degli incipit più celebri della storia della musica rock, in una delle canzoni simbolo della generazione degli anni Sessanta: The sounds of silence (con la s plurale nella sua prima edizione).

Registrata per la prima volta il 10 marzo del 1964, in versione acustica, faceva parte dell’album di esordio di Simon & Garfunkel. Ma non fu un grande successo, anzi, il duo si sciolse poco dopo e Simon cercò fortuna come solista.

Due anni dopo, Tom Wilson  (produttore discografico statunitense già celebre  per il lavoro svolto con Bob Dylan e Frank Zappa), realizzò una nuova versione  con strumenti acustici e batteria, senza  nemmeno il consenso degli artisti. Simon & Garfunkel furono scettici inizialmente, ma la canzone iniziò la sua inarrestabile ascesa.  Nel gennaio 1966, arrivò in testa alla classifica americana con il nuovo  titolo The sound of silence, inserita nell’album quasi omonimo.

A oltre cinquant’anni di distanza, quell’album, che conteneva già una buona parte dell’inesauribile talento di Simon, è ancora di una modernità sorprendente. Non è solo per  l’attualità dei suoi temi di solitudine, incomunicabilità e alienazione giovanile, ma soprattutto  per quel suo sound che lo fa amare e riesce ancora oggi  a toccare la sensibilità di milioni di giovani delle nuove generazioni.

La canzone è stata consacrata nella colonna sonora del  film  “Il Laureato” con Dustin Hoffman  e Katharine Ross, in accompagnamento alla famosa scena finale della fuga sull’autobus.

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