Trofeo della Pace: scende in campo la pallavolo

di Francesca Radaelli

torneo-pallavolo-upf-9-sorteggioSport e amicizia, energia e allegria. Tanta voglia di  partecipare e, perché no, di vincere. Questi gli ingredienti del  torneo interetnico di pallavolo femminile che è andato in scena nel pomeriggio di domenica 25 settembre  nella palestra della scuola media Zucchi di Monza.  La manifestazione, che si è svolta grazie alla collaborazione dell’associazione La Baita, ha rappresentato il momento conclusivo dell’undicesima edizione del Trofeo della Pace, iniziativa organizzata dalla UPF Universal Peace Federation di Monza con il sostegno del Comune, e che nello scorso mese di giugno ha visto scendere in campo allo stadio Sada le squadre multietniche protagoniste del combattutissimo torneo di calcio a sette. E domenica scorsa, dai campi di calcio, la palla è passata al volley, ossia alle donne e alle ragazze delle sei squadre che si sono sfidate nel corso di un lungo pomeriggio sportivo a suon di battute, palleggi e schiacciate.

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Squadre diversissime tra loro, per livello agonistico, per età e per realtà di provenienza.

Perché una squadra di pallavolo può formarsi all’interno di una società sportiva, come per le giovani e fortissime giocatrici della Stella Azzurra, che da Malnate in provincia di Varese sono arrivate a Monza in una trasferta organizzata apposta per il torneo, accompagnate da genitori-tifosi non meno entusiasti di loro.

Le ragazze del centro islamico

Le ragazze del centro islamico

Ma anche dentro una comunità religiosa può nascere una squadra unita e compatta, come quella delle giovani musulmane del Centro islamico , che oltre alla fede hanno voluto condividere anche la pratica sportiva.

Una squadra affiatatissima può scaturire da un gruppo di mamme che scelgono di condividere, per i loro allenamenti, la sera più bella della settimana, ringraziando Dio che finalmente è arrivato il venerdì, che proprio per questo scelgono di chiamarsi TGIF, acronimo per  Thank’s God Is Friday e che – non poteva essere altrimenti – sono accompagnate e supportate durante le partite dal tifo di mariti e figli.

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Il gioco di squadra può nascere dall’amicizia e dalla voglia di divertirsi di giovani ragazze che si allenano nella palestra di un oratorio, come le giocatrici del GSO Regina Pacis, così come dall’affiatamento di donne più grandi ma non meno agguerrite, come le bravissime ragazze del Rede Volley , protagoniste di una splendida performance.  Infine, si può far parte della stessa squadra anche se si hanno nazionalità e tratti somatici differenti le une dalle altre, come dimostrano ancora una volta le giocatrici della Upf Sport for Peace.

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È bello vedere tante realtà diverse unite dal gioco sportivo, manifestare la medesima voglia di saltare e tuffarsi a prendere la palla, la stessa gioia nell’esultare e la stessa forza nell’incoraggiarsi a vicenda. I gesti, i sorrisi e le parole che ci si scambia in  campo tra compagne di squadra sono esattamente gli stessi e mentre  si gioca sembra contare ben poco il fatto che si porti o meno un velo in testa – o che lo indossino le avversarie – , che si abbiano tratti somatici differenti o che si parli una lingua diversa rispetto alle avversarie. All’improvviso, e come per magia, sotto rete muore ogni pregiudizio, ogni diffidenza, ogni sguardo sospettoso verso chi è diverso. Si può partire dallo sport per costruire un mondo di pace: ne sono convinti gli organizzatori del Trofeo della Pace, da Carlo Chierico, presidente UPF Monza, fino alle autorità cittadine.

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“Lo sport si conferma ancora una volta uno strumento di unione e integrazione importantissimo a livello sociale”, sottolinea Silvano Appiani, consigliere delegato allo sport del comune di Monza, presente all’evento. “A volte sembra tanto difficile capirsi tra persone che parlano lingue diverse o praticano religioni differenti, eppure tutti quanti capiscono il linguaggio e le regole dello sport. Lo sport per sua natura non esclude nessuno e manifestazioni come questa non fanno che confermarlo. Il Trofeo della Pace che si conclude oggi, e che l‘amministrazione comunale è stata lieta di promuovere e supportare, è stato un grande successo e ha saputo coinvolgere tante persone e tante realtà di Monza. La città ha bisogno di manifestazioni come queste”.

Il gruppo dei partecipanti al torneo

Il gruppo dei partecipanti al torneo

Gli fanno eco le parole di Laura Morasso, consigliere delegato alla Casa delle Culture, a cui è andato il compito di premiare le squadre  vincitrici del torneo: “La Casa delle Culture non poteva che dare pieno sostegno al Trofeo della Pace, una manifestazione che ha il grande merito di coniugare i valori dello sport ai valori interculturali”, sottolinea Laura Morasso. “Oggi pomeriggio vedo, dentro e fuori dal campo, lo stesso grande entusiasmo che ho visto a giugno tra i ragazzi che hanno disputato il torneo interetnico di calcio. Si tratta di occasioni importantissime per facilitare il contatto e l’avvicinamento tra realtà culturali diverse presenti in città. Bisognerebbe offrirne di più”.

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Un momento della finale tra Stella Azzurra (a sinistra) e Rede Monza

Ma    alla fine chi ha vinto?

Questi i risultati delle partite disputate:

Rede Volley – TGIF 2 – 0 (15-7 / 15-9)

UPF – Stella Azzurra 0-2 (5-15 / 8-15)

TGIF – Centro Islamico 2-0 (15-8 / 15-6)

Stella Azzurra – GSO Regina Pacis 2-0 (15-10 / 15-10)

Rede Volley – Centro Islamico 2-0 (15-8 /15-6)

UPF – GSO Regina 0-2 (5-15 / 3-15)

Al termine della fase a gironi si è dunque disputata la finale, combattutissima e di ottimo livello agonistico, tra Rede Volley e Stella Azzurra. A prevalere alla fine è stata quest’ultima squadra, anche se le ragazze del Rede Volley hanno dato parecchio filo da torcere alle avversarie, aggiudicandosi il primo set per 15 -9, ma venendo sconfitte nei due set successivi, per 7-15 e 12-15.

Le vincitrici del torneo: le ragazze della Stella Azzurra di Malnate

Le vincitrici del torneo: le ragazze della Stella Azzurra di Malnate. A sinistra: Laura Morasso e Carlo Chierico

Ad alzare la coppa sono quindi le pallavoliste in divisa blu-azzurra, protagoniste nel corso del torneo di diverse giocate di ottimo livello. Seconda classificata Rede Volley, sul terzo gradino del podio GSO Regina Pacis, quindi TGIF in quarta posizione, UPF in quinta e centro Islamico in sesta. Sempre alla squadra vincitrice appartengono le due ragazze premiate come migliori giocatrici del torneo: Chiarina Luna e Martina.

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Ma non sono state le uniche ad essere premiate: “Vogliamo consegnare un premio speciale”, ha infatti annunciato Carlo Chierico, presidente della UPF Monza e organizzatore dell’intero Trofeo della Pace. “Per premiare l’entusiasmo e la disponibilità di una ragazza giovanissima che ha creduto nello spirito del torneo e ci ha aiutato molto”. La ragazza si chiama Dalia, è egiziana e gioca nella GSO  Regina Pacis. A lei viene consegnata la maglietta del Sermig (Servizio missionario giovani) di Torino. Lei la mostra orgogliosa al pubblico. La scritta ‘Pace’ si staglia sopra tutte le bandiere del mondo e , girando la maglietta, si può leggere una frase ce ben rappresenta lo spirito del torneo appena concluso: “Voglio la pace, non solo per me”.

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