Un trequartista da tener d’occhio

Qualche giorno fa, la nostra redazione ha avuto il piacere di intervistare Daniele Casiraghi, giovane talento del calcio italiano dal ruolo, ormai raro nel calcio che conta, di trequartista. Ha mantenuto la promessa che ci aveva fatto la scorsa estate.Daniele si è prestato alle nostre domande, intervallate da alcuni interventi dei suoi genitori e del fratello, che rivela di essere il suo primo tifoso.

Casiraghi ci racconta di come ha sempre sognato di giocare a calcio e di come, ad un certo punto della vita, è arrivato a un bivio: fare il cuoco per dodici o tredici ore al giorno e abbandonare il suo sogno o fare il calciatore a tempo pieno come professione.

Daniele con i genitori e Paolo

Attualmente gioca titolare nel Gubbio, squadra che occupa il sesto posto nel girone B di Lega Pro, dove ha già realizzato 5 goal, una media da fare invidia anche a parecchi calciatori che, nel suo ruolo, disputano il campionato di serie A.

Nella nostra intervista ci rendiamo conto di quello che c’è a monte del calciatore Daniele Casiraghi. Tanto lavoro e tanta umiltà,  la voglia di migliorarsi  giorno dopo giorno, i molti sacrifici fatti sin da ragazzino, quando i suoi amici andavano a ballare e lui rinunciava, perché il giorno dopo aveva una partita, anche se come lui dice non gli pesava affatto: “qualsiasi cosa pur di raggiungere il mio sogno” . E poi la famiglia a cui lui è molto legato che lo ha sempre supportato in ogni sua scelta. Una vita da sportivo dentro e fuori dal campo senza vizi e sregolatezze, con i veri ideali, che pochi giovani sportivi seguono ancora, con la gioia di lavorare divertendosi.

Chiudiamo con un augurio per Daniele, quello di arrivare a giocare in serie A magari nella sua squadra del cuore (la Juventus), in modo da realizzare il suo sogno.

Simone Colaizzi

Intervista a Daniele

“Dal campetto dell’Oratorio di Pozzo d’Adda al professionismo”

E’ davvero bello ascoltare storie di persone semplici e umili che, con determinazione e passione, possono dire “ce l’ho fatta”. Se poi sono persone che hai l’occasione di conoscere, la sensazione è ancora più bella.

E’ il caso di Daniele Casiraghi, 23enne di Pozzo d’Adda che, da alcuni anni, ha già assaporato il “battesimo” nel calcio che conta, quello professionistico di Lega Pro.

Daniele, centrocampista offensivo, attualmente in forza al Gubbio (squadra che milita nel girone B di Lega Pro) ha sempre avuto “il calcio in testa”, come lui stesso conferma:

“Sin da piccolo, con un pallone tra i piedi ero felice ed ora lo sono ancora di più. Faccio quello che ho sempre desiderato, grazie anche ad un carattere determinato e umile, che mi ha sempre accompagnato”.

Personalmente, confermo ciò che dice Daniele. Conosco i suoi genitori e ho visto lui e suo fratello Stefano imperversare nel campetto dell’Oratorio di Pozzo d’Adda, sempre sotto l’occhio vigile di papà Tino e mamma Adriana, due gran belle persone, che hanno saputo formare prima il ragazzo, poi il calciatore.

“Ancora adesso la mia famiglia mi supporta e mi segue –prosegue Daniele- e per me è davvero importantissimo. Sentire la loro vicinanza e quella di altri parenti ed amici è una cosa alla quale non vorrei mai rinunciare: mio fratello Stefano, poi, è il mio più grande tifoso”.

Daniele ha già alle spalle alcune presenze in Nazionale, l’Under 20, con la quale segnò anche un gol in una partita a Dubai: “Me la ricordo perché fu una partita strana, dove fui vittima ingiustamente di un’espulsione, per poi essere incredibilmente “ripescato” e rispedito in campo, dove appunto segnai, per poi essere ri-espulso ancora! Però l’esperienza fu unica, anche per tutto ciò che c’era all’esterno, cose che qui da noi fatichiamo ad immaginare”.

Dall’esordio con gol nella Tritium, fino al gran campionato attuale col Gubbio, passando per l’esperienza con la Pro Patria, con il  Lecce e con l’Ancona: Daniele ha bei ricordi di ogni luogo in cui è stato, esperienze  di cui ha fatto tesoro.

“Sono tornato al Gubbio a distanza di poco tempo –continua Daniele- ed è stato come riallacciare un discorso temporaneamente interrotto: in terra umbra mi trovo davvero bene, ho tanti amici e quelli che arrivano da Pozzo li posso ospitare a casa mia. L’amicizia è un valore importantissimo, anche quando rientro a casa amo stare in compagnia e divertirmi in modo “sano” con chi mi conosce da tempo”.

Attualmente Daniele, che ha concluso il girone di andata con la maglia del Gubbio, ha giocato tutte le partite e messo a segno ben 5 gol ed il suo obiettivo stagionale è di arrivare in doppia cifra entro la fine dell’anno: come trequartista (ruolo che ricopre attualmente) non sarebbe davvero male!

“Ho un idolo da sempre ed è Del Piero, grande calciatore e grande persona. Del resto, sono juventino per formazione famigliare (ndr, confermo, tutta la famiglia ha un’accentuata “curvatura”), un fuoriclasse così è solo da prendere come esempio”.

La chiacchierata con Daniele è stata davvero piacevole: molto bella l’interazione con il nostro gruppo, che lo ha sottoposto a tantissime domande, alle quali lui non si è mai sottratto.

Daniele con Salvina e il nostro “Sindaco”

La presenza della sua famiglia, che ha raccontato anche alcuni aneddoti gustosissimi, ha contribuito   a rendere il momento ancora più simpatico e piacevole: Daniele ci ha regalato anche la sua casacca col numero 28, che abbiamo promesso di indossare prossimamente nei nostri spettacoli.

Personalmente, ho solo un rimpianto: non vederlo giocare nella mia squadra del cuore, il Parma. Quest’estate ci è andato davvero vicino e sarebbe stato il massimo ma, per usare le sue parole,  “nel calcio, come nella vita, mai dire mai”. Ed, ironia della sorte, ora si trova a giocare nello stesso girone della squadra emiliana, tanto che  temo ci possa giocare un brutto scherzetto nella gara di ritorno prevista a fine marzo. In ogni caso, Parma o non Parma, qui ci saranno sempre dei tifosi “veri” a sostenerti.

E come è scritto nella maglietta che ti abbiamo regalato: “Giriamo mari, monti e laghi per gridare W CASIRAGHI!”.

In bocca al lupo Daniele, ti auguro tutto il meglio possibile…ehm…anche due linee di febbre il 26 marzo…

 

Paolo De Gregorio

 

 

 

 

 

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