di Daniela Zanuso
Forse ci siamo stancati di stare online o forse sentiamo il desiderio di contatti umani, ma da qualche anno anche in Italia si sta diffondendo una forma innovativa di turismo culturale che unisce il piacere del viaggio alla passione per i libri: le vacanze letterarie
La lettura, che per secoli è stata un atto solitario, oggi sta diventando una nuova forma di aggregazione.
Nate nel Regno Unito e negli Stati Uniti, queste formule di vacanze letterarie, affondano le loro radici nella tradizione dei “book club” gruppi di lettura che sin dal Novecento erano molto popolari. Successivamente il modello si è esteso ad altri paesi europei, tra cui Francia, Germania, Spagna e Paesi Bassi e oggi , forse grazie anche all’impulso dei social network, sta diventando sempre più diffuso anche da noi.
L’idea è molto semplice: offrire, in contesti rilassanti e preferibilmente suggestivi come castelli, dimore di campagna, ex monasteri, la possibilità di incontrare persone e confrontarsi su temi letterari.
A volte si tratta di un fine settimana, a volte di veri e propri viaggi organizzati attorno alla passione per la lettura. I partecipanti condividono momenti di lettura individuale, discussioni su opere letterarie, incontri con autori e attività culturali legate al mondo dei libri.
Particolarmente apprezzate sono le vacanze che combinano lettura e benessere, dove la lettura viene integrata con attività come yoga, meditazione, passeggiate nella natura e laboratori creativi.
Sono ormai numerosi anche i “book influencer” che organizzano vacanze letterarie, dove l’adesione è prevalentemente femminile (si parla di circa il 70% di donne soprattutto giovani).
Si tratta di iniziative che rispondono al desiderio crescente di vivere esperienze autentiche e significative e dimostrano come la lettura non sia solo un’attività individuale, ma anche occasione di incontro e condivisione.

