Vincere lo stigma, vincere i pregiudizi

di Fabrizio Annaro

Vincere i pregiudizi è cosa difficile, ma abbiamo un alleato. Si chiama gioventù. Ho seguito con grande interesse e attenzione la presentazione fatta da alcuni studenti del Liceo Frisi nel Carcere di via San Quirico a Monza.

Di che cosa si tratta? È un progetto di alternanza scuola lavoro.  Una classe del liceo Frisi ha sviluppato un progetto sulla base di una serie di incontri con i detenuti, con la direzione, la polizia penitenziaria e con alcuni operatori sociali  della Casa Circondariale di Monza.

 

Un progetto davvero interessante. Quello che è emerso è che le persone che si trovano rinchiuse in carcere e che stanno pagando il loro debito con la giustizia, in alcuni casi,  sono consapevoli degli errori commessi. Da loro è giunto appello affinché le persone rispettino la legalità e non commettano errori che  conducano a reati.

La ragione è semplice: primo per il male che si fa il prossimo, secondo per la situazione di reclusione che, privando della libertà, è sicuramente una situazione  di grandissimo dolore. I giovani hanno pensato di incontrare queste persone e alla fine hanno scoperto con sorpresa che tutte le idee che avevano sul carcere erano  sbagliate, frutto di pregiudizi  che non riflettono la realtà.

 Durante la presentazione, il direttore del carcere Maria Pitaniello ha portato un paragone decisamente calzante. “Sia gli studenti – ha affermato il Direttore – sia i detenuti si trovano ad un bivio: per i ragazzi si tratta di progettare il futuro e provare a realizzare le proprie ambizioni,  mentre ai detenuti serve rivedere il passato e ripensare come ricostruire la vita dopo aver pagato il debito con la giustizia. Ma questo è il vero nodo da sciogliere: il detenuto che esce dal carcere  si scontra con un macigno gigantesco che si chiama pregiudizio, cioè con la grande difficoltà di potersi reinserire e ritrovare un posto in società.

Ed è proprio sui pregiudizi che hanno lavorato gli studenti del Frisi. Hanno deciso di incontrare i detenuti e così facendo hanno costruito un ponte. Inoltre, gli studenti hanno fatto vedere che sono in atto diversi progetti tra i quali anche un protocollo d’intesa che coinvolge imprese ed istituzioni e che ha lo scopo di fare in modo che le persone che escono dal carcere possono trovare una nuova speranza.

Ebbene se è lo stigma la causa da rimuovere per favorire il recupero della persona che ha sbagliato, il progetto messo in campo dagli studenti del Frisi è sicuramente un ottimo punto di partenza.

 

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