La questione demografica

 
di Fabrizio Annaro

Spesso pensiamo che la sovrappopolazione, l’invecchiamento demografico, la caduta delle nascite, l’aumento della popolazione anziana, rappresentino una grave difficoltà, un permanente problema alla base di tensioni fra le nazioni e fra le persone, nonché fonte di ostacoli insormontabili. In effetti le risposte e le politiche messe in campo a fronte a questi fenomeni si sono rivelate insufficienti ed antiquate.

Il Rettore dell’Università Bocconi, Francesco Billari,  Professore di Demografia, invitato dall’UCID di Monza e Brianza (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti) a parlare sugli scenari futuri in merito alle dinamiche della popolazione, invita le classi dirigenti ad attrezzarsi per risposte intelligenti ed intravede importanti opportunità per attivare processi di miglioramento sociale ed economico. 

Da sinistra. Giulio Fumagalli Romario, Laura Fumagalli, Francesco Billari Rettore dell’Università Bocconi di Milano, Aldo Fumagalli, Luigi Pozzi
 
L’Italia, con un altissima presenza di persone anziane, è un “osservato speciale”.  Molte nazioni, infatti,  ci guardano per capire come intenderemo affrontare questa particolare situazione che interessa oltre al nostro paese anche il Giappone, la Corea, il Principato di Monaco e con il trascorrere del tempo anche altre nazioni e continenti. Anche in Cina già si avvertono gli effetti di una politica di estremo rigore riguardo al controllo delle nascite. 

 
Gli studiosi sanno che i cambiamenti demografici sono prevalentemente esponenziali.  Secondo il Rettore della Bocconi il nostro paese ha rinunciato ad investire sui giovani.  Inoltre, manca alla nostra classe dirigente una visione di lungo periodo. Lo si nota soprattutto sul terreno dell’immigrazione: dal 1994 in poi, i governi che si sono succeduti, indipendentemente dal colore politico, hanno dichiarato lo stato di emergenza rinunciando ad una vera e propria politica dell’integrazione e della gestione di questo fenomeno. Del resto è più comodo giocare sulla paura per avere benefici elettorali che affrontare alla radice il problema.
 
Cosa accadrà nel prossimo futuro?
Il Rettore della Bocconi  preferisce consigliare un metodo: per cercare di capire come potrebbe evolvere la situazione è importante partire dai dati presenti e soprattutto fare mente locale su come eravamo in passato, su come sono cambiate le cose nel giro di qualche decennio e quindi tentare di dedurre ipotetici scenari.

 
Lavorare meno, lavorare tutti
Il rischio – sottolinea Billari –   è quello di un’accelerazione delle disuguaglianze economiche e sociali che potrebbero acuire le tensioni politiche e internazionali.
La risposta consigliata è una redistribuzione del lavoro fra le persone, lavorare meno, lavorare tutti, attuare una politica di maggiore giustizia.
Del resto la questione dell’aumento esponenziale della popolazione si connette ai cambiamenti climatici e la pressione sulle risorse del pianeta, cause di ulteriori tensioni e conflitti. Il trade off è fra la guerra per accaparrarsi le  risorse del pianeta oppure una loro equa distribuzione.
A noi la scelta.
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