#lavoltabuona Inviate a Renzi le proposte di Monza e Brianza

Renzi

#lavoltabuona

La redazione ringrazia tutti coloro che hanno accolto l’appello lanciato dal nostro giornale. Siamo rimasti favorevolmente stupiti sia per la partecipazione sia per la qualità degli interventi.

Alla luce dei suggerimenti giunti in redazione,  di seguito pubblicati, abbiamo rivisto alcuni aspetti delle  cinque proposte iniziali aggiungendone altre.

Ecco il testo inviato al primo ministro

Gentile Presidente del Consiglio

On Matteo Renzi

Il giornale  che dirigo Il Dialogo di Monza, www.ildialogodimonza.it ha lanciato un appello ai cittadini e in particolare ai protagonisti del Terzo Settore con lo scopo di raccogliere alcune proposte riguardo all’imminente riforma del Terzo Settore da Lei annunciata. Dalle nostre pagine siamo partiti formulando cinque proposte e dopo la consultazione riteniamo aggiungerne altre tre. La filosofia che ispira  queste roposte concepisce un sistema di welfare fondato sulla persona e su reti di collaborazione fra diversi soggetti che operano nell’ambito politico, sociale ed economico.

In sintesi sottoponiamo alla Sua attenzione:

  1. Introdurre il servizio civile obbligatorio (qualcuno suggerisce su base europea) per giovani di ambo i sessi fra 21 – 30 anni. Durata  10/12 mesi;
  2. Offrire incentivi fiscali  agli enti privati (sia profit che no profit) che partecipano a progetti a forte impatto sociale e di welfare di comunità;
  3. Introdurre  nuovi strumenti finanziari come ad esempio l’impact social bond, strumenti in grado di finanziare imprese e progetti sociali che dimostrano   di essere economicamente sostenibili e vantaggiose per la comunità;
  4. Ridurre la tassazione sui profitti delle imprese che inseriscano  nel proprio statuto di destinare una quota degli utili  a progetti sociali e di valore civico;
  5. Contributi previdenziali per il volontario. Per coloro (uomini con più di  60 anni e donne oltre i 55), che hanno perso il lavoro, e non hanno i requisiti per la pensione, offrire l’opportunità di svolgere volontariato sino all’età   pensionabile. I contributi previdenziali saranno versati in  parte dall’Inps in parte dall’ente ove il volontario offre le prestazioni;
  6. Esenzione parziale dell’Iva su acquisti di beni e servizi eseguiti  da Onlus;
  7. Approfondire il tema della pena alternativa alla detenzione e della giustizia ripartiva;
  8. Introdurre nelle scuole itinerari formativi che mettano stabilmente in contatto la scuola con il mondo del volontariato inserendo all’interno del percorso di studi degli studenti un’esperienza concreta di “servizio alla Comunità”.

Di seguito tutti i commenti che sono giunti in redazione. Come potrà Lei stesso notare, si tratta di qualificati e autorevoli  contributi. Saremo molto lieti poter La  incontrare per un confronto più intenso e approfondito.

Cordiali saluti

Fabrizio Annaro

Direttore Il Dialogo di Monza

Ecco tutti i commenti, proposte  e considerazioni pervenute in redazione.

on ToiaOn Patrizia Toia deputata Parlamento Europeo PD

 A Renzi e a questo governo va il merito di aver finalmente deciso di avviare una riforma del terzo settore per inserirlo a pieno titolo tra i soggetti fondamentali della nostra economia e della società. Il terzo settore infatti contribuisce significativamente non solo alla coesione sociale, ma anche al PIL e occupazione. Aver poi deciso di avviare prima una fase di ascolto è certamente sintomo di una grande attenzione a realtà che da sempre fanno moltissimo, spesso sostituendosi allo Stato, ma sono state finora poco considerate. Anche in Europa il percorso è avviato; tanto resta da fare ma finalmente possiamo dire che il terzo settore è nell’agenda delle nostre politiche.

Roberto MauriRoberto Mauri direttore Cooperativa La Meridiana Due Monza

Ho visto le prime  cinque proposte. Le condivido soprattutto per quanto riguarda il servizio civile.

 

Alfredo-SomozaAlfredo Somoza esperto cooperazione internazionale, già candidato al Parlamento Europeo Lista Tsipras

 Sottoscrivo in pieno i 5 punti con una puntualizzazione per quanto riguarda il servizio civile, che sia chiaro che è per entrambi i sessi e che si faccia un’azione per renderlo “europeo”. L’unico strumento per costruire cittadinanza europea giovanile esistente è il Programma Erasmus che si rivolge però a una platea di ragazzi/e studenti universitari. Il servizio civile invece diventerebbe un’opportunità per tutti, senza discriminazioni.  La seconda cosa è la richiesta dell’esenzione (almeno parziale) dell’IVA su beni e servizi acquistati da onlus. Questa misura è prevista in tantissimi paesi e per i conti dell’associazionismo non sarebbe poco. Il peso dell’IVA, essendo noi soggetti “non iva” o con IVA forfettario che non prevede compensazioni, è solo un costo.

Roberto D'AlessioRoberto D’Alessio presidente Consorzio Comunità Brianza, Confcooperative Monza MB

Le linee di riforma superano finalmente una vecchia concezione duale quella che  da cittadinanza solo al  pubblico e al privato. La vocazione economica delle società  attuale  e dell’Italia in specifico è una vocazione a tre dimensioni: pubblico, privato e non profit, o privato sociale, o economia civile ( mi scuserete se in una fase di transizione c’è ancora molto da fare sulle definizioni ma i fatti ci dicono questo:  l’economia del 900 è finita e una nuova avanza). Questo scenario consente di leggere  i mercati in modo più appropriato e di fare uno sviluppo  più concreto e integrato. Separare il terzo settore e consideralo  una non- economia è sbagliato.  Per quanto riguarda poi, non solo la economia, ma l’intera società occorre rilanciare il senso di cittadinanza o il patto tra le persone, perché l’individualismo è insufficiente ad affrontare la complessità del nostro sistema e il fatto che  le risorse (qualunque risorsa) non  sono infinite.

Lucio FossatiLucio Fossati portavoce  Forum Terzo Settore MB

Personalmente condivido  la proposta di rendere obbligatorio il servizio civile in modo da promuovere con maggior incisività il senso civico giovanile. La questione è ovviamente da discutere e da approfondire. Dentro il Forum è in corso un dibattito al riguardo e non tutti la pensano allo stesso modo. Per alcuni esponenti del Terzo Settore il servizio civile obbligatorio sarebbe una forzatura con effetti discutibili. Io invece sono dell’idea che l’obbligatorietà del servizio civile può incentivare percorsi virtuosi e migliorare la sensibilità sociale e  civica delle nuove generazioni.

Giovanna Porro segretaria Fondazione Monza Insieme

Personalmente ritengo indispensabile per assicurare la coesione sociale a questo paese il ripristino del servizio civile obbligatorio.

Maria Pia GravagliaMaria Pia Garavaglia presidente Croce Rossa Italiane vice presidente Croce Rossa  Internazionale,  presidente Fondazione Maria Paola Colombo Svevo, ex ministro Sanità  

Matteo Renzi ha mostrato  grande attenzione e sensibilità verso il terzo settore. Sono d’accordo sul rendere obbligatorio il servizio civile. Ai giovani offrirebbe l’opportunità non solo di accostarsi al mondo sociale, al volontariato, alle problematiche umanitarie, ma rappresenterebbe un’importante occasione di formazione umana e professionale. Il servizio civile favorirebbe l’acquisizione  e lo sviluppo di competenze che i giovani potrebbero inserire nel proprio curriculum e  “spendere” nel  proprio itinerario professionale.

Johnny Dotti Johnny Dotti esperto Terzo Settore collaboratore rivista Vita

Sono convinto  che il sistema deve  cambiare completamente, altrimenti non cambierà affatto e gli eventuali ritocchi serviranno a ben poco. Serve una riforma radicale e una rivoluzione culturale in  tema di welfare e impresa sociale.

Cesare Palombi Forum Famiglie Monza e Brianza

Ottimo. Condivido tutto anche se suggerisco di  differenziare l’età per quanto concerne il punto (5) su volontariato e pre-pensionamento. Donne 55, uomini 60.

Marte PetenziMarta Petenzi segretaria Fondazione Comunità Monza e Brianza

Ho molte perplessità sul rendere obbligatorio il servizio civile. Il servizio civile se volontario è senz’altro più efficace: richiede  consapevolezza e maturità. Andrebbe eventualmente ripensato il sistema scolastico e formativo inserendo all’interno del percorso di studi degli studenti un’esperienza concreta di “servizio alla Comunità”.

 

 

Cherubina BertolaCherubina Bertola Vice Sindaco di Monza

Trovo molto interessante rendere obbligatorio il  servizio civile. Credo utile  immaginare che “una parte”  di questo servizio possa e debba  coinvolgere l’ente locale.   In pratica penso a un servizio civile obbligatorio che oltre ad una attività sociale, preveda anche un impegno civico e possa contribuire a migliorare la comunità. Mi sembra anche opportuno rendere stabile ed istituzionalizzare il rapporto fra scuola e mondo del volontariato.  Ritengo sia altamente educativo che una quota oraria, anche minimale,  debba essere obbligatoriamente impiegata a diffondere fra i giovani al cultura della gratuità e del servizio agli altri.

Infine è  importante svolgere una riflessione con lo scopo di potenziare e migliorare  quegli strumenti che rientrano nell’ambito della Giustizia Ripartiva. Penso alle pene riparatorie come quelle previste dal codice della strada. Forse dovremmo ripensare alcuni strumenti soprattutto di verifica riguardo l’efficacia di questi provvedimenti. Un esempio:   se una persona è stata condannata per guida in stato di ebbrezza, penso abbia poco senso “condannarlo” a servizi gratuiti di vigilanza al cimitero, mentre avrebbe più significato che questa persona si accostasse alle realtà terapeutiche su alcolismo e dipendenze.

Paolo BrambillaPaolo Brambilla Sindaco di Vimercate

Concordo con  metodo sottostante alle proposte de Il Dialogo: la collaborazione fra ente pubblico con terzo settore e con mondo del volontariato è fondamentale, è cruciale se si desidera  realizzare un adeguato livello di welfare, ma non è sufficiente:  la normativa deve rinnovarsi e incentivare la collaborazione. Un esempio? A Vimercate un gruppo di imprese ha acquistato un pulmino che è stato offerto in comodato gratuito al comune, pulmino che grazie ai volontari serve al trasporto di persone anziane. Se ci fossero maggiori incentivi fiscali, alcune  imprese sarebbero pronte ad acquistare altri mezzi. Quindi concordo con la proposta (2). Anche il servizio civile è una buona opportunità e, visti il numero dei giovani disoccupati, il servizio civile può esser una buona  occasione di crescita professionale

Sara studentessa liceo classico Zucchi Monza

Sono d’accordo con  il servizio civile obbligatorio, ma sono anche convinta che molti miei coetanei non accetterebbero l’idea perché dediti alla ricerca del divertimento

Antonello FormentiAntonello Formenti consigliere regionale Lega Nord

Il tema delle carceri giunge spesso alla ribalta delle cronache per via soprattutto del problema del sovraffollamento, a cui si è cercato di porre soluzione negli ultimi anni non con provvedimenti strutturali, come a più voce richiesto dalla Lega Nord, ma con amnistie e indulti. Si è trattato, a mio/nostro avviso, di un approccio del tutto errato in quanto non ha risolto il problema del sovraffollamento delle carceri, che sono tornate in breve tempo stracolme come prima, ma ha reimmesso nel tessuto sociale nuovi soggetti a rischio, creando ancora più problemi alla sicurezza dei cittadini. Altra questione: l’elevata percentuale della presenza di delinquenza straniera nelle patrie galere, con picchi dell’80% in alcuni istituti penitenziari. E qui la risposta può essere solamente una: l’attuazione di accordi bilaterali con i rispettivi Governi per far scontare la pena detentiva dei detenuti stranieri nei paesi di origine. Le convenzioni con i Paesi stranieri per il rimpatrio dei detenuti nei loro penitenziari, avranno come immediata conseguenza il miglioramento delle condizioni e della capacità di accoglimento dei nostri istituti penitenziari. E’ importante, infine, stabilire il principio che la pena vada scontata con l’obbligo al lavoro, eliminando tutti gli ostacoli che ancora si frappongono al concreto perseguimento di questo obiettivo. Non solo il lavoro rappresenta una forma di recupero dei detenuti per il loro futuro reinserimento nella società, ma può costituire in alcuni casi un concreto “risarcimento” che il condannato corrisponde in favore delle vittime dei reati, che molto spesso vengono invece dimenticate. Il guadagno tratto dal lavoro svolto dovrebbe andare una parte al fondo pensionistico  a favore dei detenuti e l’altra parte  ad alimentare un Fondo per le vittime del reato, così come è stato chiesto dalla Lega Nord relativamente alle vittime del terrorismo e proposto negli scorsi anni con apposita proposta di legge al Senato

Luigi Cavagnera

proposte semplici, concrete, operative, facili da realizzare, e da sostenere. Le condivido

Sabina CapuanoSabina Capuano docente

E perché no…rendicontazione economica obbligatoria per tutti e pubblica sul sito dell’associazione e promozione di charity (negozi) sul modello inglese.

Roberto Dominici, medico

Attuare un nuovo welfare che abbia al centro la Persona in particolare le persone affette da demenza (1 milione di persone in Italia); io chiederei anche un ripristino del fondo sociale regionale ridotto al lumicino in questi ultimi 5 anni per i servizi socio-sanitari e sociali”. Saluti Roberto Dominici

Giorgio Cavalli docente

Sono un insegnante e genitore adottivo che da molti anni, grazie all’incontro con l’esperienza di Famiglie per l’Accoglienza, sta vivendo in modo condiviso le gioie ma anche le fatiche innegabili di chi è chiamato ad educare dei ragazzi nel nostro tempo…
La mia proposta: il coraggio di una grande idea: trovare in Europa le risorse umane ed economiche per rilanciare UN GRANDE SERVIZIO CIVILE EUROPEO, affidato agli organismi nazionali, regionali, territoriali del privato sociale, agli enti pubblici di base, ma anche – perché no?- ad un grande servizio nazionale per la protezione civile, che non sia in alternativa centralistica rispetto ad altri enti.
credo che di fronte a problemi vecchi e nuovi occorra la creatività di rinnovare alcune idee che hanno costituito un grande ideale per i giovani di altre generazioni (sono stato nel 1981 obiettore di coscienza, in servizio civile prima nell’Irpinia terremotata -8 mesi- , poi 12 mesi in un Istituto per minori in difficoltà, retto da suore che collaborano col Comune).

marco-cavedonMarco Cavedon direttore CiesseVi Monza MB

La proposta è importante e molto condivisibile in generale.

 

  1. Manca un ordine gerarchico di priorità.
  2. Secondo me, la vicenda del l’ampliamento del servizio civile va al primo posto. L’unificazione delle normative fra odv e aps mi sembra un obiettivo perseguibile e utile.
  3. Il sistema nazionale dei Csv costituisce un’ infrastrutturazione sociale unica in Italia e preziosa.
  4. Va  utilizzata al meglio è supportata adeguatamente.

 

Il Cittadino 12 giugno

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