25 novembre: riflessioni al femminile

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donnesalute(…) Sono stato e sarò sempre dalla vostra parte (delle donne ndr). Ho una precisa convinzione: così come il livello di uguaglianza tra i sessi è un indicatore, un termometro del grado di civiltà di una nazione, allo stesso modo la considerazione e il rispetto che gli individui di sesso maschile hanno nei confronti delle donne indica quanto loro stessi siano civili, persone civili. (…) Lo ha detto lo scorso 8 marzo il Presidente Giorgio Napolitano, in occasione della festa della donna.

Oggi siamo al 25 novembre e non è una festa quella che stiamo celebrando, ma la giornata contro la violenza alle donne, proclamata dell’ONU nel 1999. Non è certo un tema sul quale fare retorica. Le cifre parlano da sole: un bilancio impressionante di vittime, di cui la cronaca ci aggiorna quotidianamente. E’ un fenomeno che non conosce età, livello culturale, strato sociale. Ed è, purtroppo, un fenomeno mondiale.

D’altra parte il concetto di uguaglianza tra uomo e donna è un concetto relativamente recente anche nei paesi sviluppati. Risale al 1948 quando, con la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, è stata sancita l’uguaglianza fra uomo e donna. Sono passati 65 anni, più di un paio di generazioni, nuove leggi, ma sono ancora milioni nel mondo le donne che subiscono violenze, mutilazioni, lapidazioni. Nel mondo la prima causa di morte e di invalidità permanente per le donne è la violenza degli uomini (fonte ONU). In molte parti del mondo e anche nelle nostre ricche ed evolute società, il diritto è ancora inapplicato.

Ma non si tratta solo di questo, non è solo né soprattutto, un problema penale. Così come non si può parlare di una violenza di genere.  Si tratta di un grave problema culturale, di una disparità storica nei rapporti di forza tra uomo e donna.

C’è ancora oggi una profonda disuguaglianza, rafforzata dagli stereotipi che relegano la donna a ruoli tradizionali di cura, dedizione e sostegno alla figura maschile, per non parlare degli stereotipi della donna creati dai media. Ed è dal problema culturale che è necessario partire. Le iniziative di educazione e sensibilizzazione sono tante e quasi tutte lodevoli, ma quello di cui necessitiamo è la volontà di cambiamento nel rapporto tra i sessi e tra le persone. Cominciamo da qui.

Daniela Zanuso

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