A differenza mia

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di Eleonora Duranti

Solo cinque delle dieci tele eseguite da Jean-Louis-André-Théodore Géricault sul tema della follia sono giunte fino a noi. Ed è un peccato. Perché, al contrario di coloro che, prima di lui, hanno riprodotto il mondo della malattia mentale, Géricault presenta i suoi personaggi vestiti e non nudi, donandogli l’umanità e la dignità degli uomini e delle donne comuni, i quali, forse, sono solamente più bravi a nascondere la loro propria monomania. 

Il topo grigio sta rosicchiando la mia moneta.

La tiene stretta nelle sue zampette nodose e non le dà tregua con i suoi denti minuscoli…

Fa freddo, qui fuori.

Ma non voglio rientrare. Non ancora.

Una donna sta attraversando il cortile.

Indossa una pelliccia… E un cappello… E dei guanti.

Deve sentirsi al caldo, lei…

Non sta patendo l’inverno, lei…

A differenza mia.

Ha persino delle perle e una grossa spilla appuntata al colletto.

È una spilla vistosa… Tutta d’oro.

Tanto oro… Solo oro.

Deve esserle costata parecchi franchi! Eppure, lei nemmeno se ne cura… Nemmeno se la rigira tra le mani… Nemmeno la carezza…

Non teme che qualcuno possa rubargliela… O di perderla.

A differenza mia.

Io la terrei al sicuro… In una scatola sotto al materasso…

Già…

E la veglierei di giorno e di notte, come una madre premurosa…

Adesso la donna si è fermata all’angolo.

Vuole comprare un mazzo di fiori…

Non le bastano la pelliccia, il cappello, i guanti, le perle e la spilla, pretende addirittura delle rose!

Delle rose gialle!

Che diamine…

Chi si crede di essere?

Cos’avrà mai fatto per meritarsi tanto?

Un uomo la raggiunge e paga il venditore ambulante.

No…

Non può appartenerle anche lui…

Eppure, le sorride e la invita a passeggiare accanto a sé.

Maledizione…

Quella donna ha tutto.

A differenza mia.

Che possiedo solo questo cortile vuoto.

E questo topo grigio che sta rosicchiando la mia moneta.

Mia.

Non sua.Théodore Géricault, Alienata con monomania dell’invidia, 1822-1823. Olio su tela, 72×58 cm. Lione, Musée des Beaux-Arts.