di Fabrizio Annaro
Al ghalas. E’ la parola scelta dai palestinesi, accorsi alla santa messa celebrata dal Cardinale Pizzaballa, a Gaza, nella chiesa della Parrocchia Sacra Famiglia in occasione del Natale.
E’ la traduzione di “salvation” ma in arabo assume un significato che trascende la stessa salvezza. Al ghalas è parola araba antichissima è intesa come redenzione, meglio cammino verso la redenzione. Un cammino sofferto, contrastanto e contraddittorio: significa opposizione fra tenebra e luce.
E’ l’ora più buia, ma alla quale deve necessariamente seguire, per volere cosmico, l’aurora, l’alba. E’ anche il momento più acuto del parto, il dolore lancinante che precede e annuncia la nuova vita.
E’ la parola migliore per descrivere quello che stiamo vivendo: un’eclisse che attende la luce, un travaglio epocale che attende una nuova umanità. Una speranza che non può mai finire. Per questo Natale ricordiamo le parole del cardinale Pier Battista Pizzaballa rivolte al martoriato popolo di Gaza: “La salvezza del futuro è nella volontà del popolo. Un mattone dopo l’altro costruiremo il nostro futuro. Il Natale è il nascere della salvezza (salvation, al ghalas …) in un luogo di devastazione”
Dalla redazione del Dialogo di Monza, buon Natale

