Argomenti spinosi: sperimentazioni farmacologiche

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far4 di Luigi Picheca

Ci sono argomenti che eludere farebbe piacere a tutti!  Io li voglio affrontare perché sono presenti nella nostra vita sociale e vanno trattati nella loro realtà, bella o brutta che sia. Chiedo solo di leggere attentamente le parole che scrivo e di evitare di assumere posizioni estreme perché ciò che scrivo rappresenta uno stato di fatto, io riporto le regole ancora valide nel nostro Paese e nella Comunità Europea.
Recentemente sono assurte agli onori della cronaca, delle notizie relative a “scandali” nel mondo della Sanità. Due notizie che ricordano fatti passati, non mi hanno colpito particolarmente.

 Poi mi sono ricordato gli insulti all’indirizzo di Caterina S., quella ragazza insultata dagli animalisti perché si cura mediante farmaci sperimentali, testati su animali. Allora ho deciso di affrontare questo argomento.  Pur riconoscendo agli animalisti la validità delle loro lotte in difesa degli animali, non posso fingere di non sapere che le sperimentazioni scientifiche sugli animali siano ancora l’unico mezzo per certificare l’uso dei farmaci.

farmaci1Non lo dico io, lo affermano i Ricercatori Farmacologici che sono costretti a seguire la prassi imposta dal Ministero della Sanità per potere ottenere il permesso di vendita dei farmaci.

Non si può rinunciare all’uso dei farmaci per perseguire una soluzione aleatoria che si scontra con la necessità di difendere gli animali, se no dovremmo chiudere le farmacie e le industrie farmaceutiche e dovremmo rinunciare ai vaccini e a tutti quegli ausili farmaceutici ancor testati sugli animali.

Se non ha fatto scalpore neppure la notizia della sperimentazione sugli esseri umani inconsapevoli di essere loro stessi delle cavie e che la notizia sia presto stata insabbiata, mi lascia stupito!

farmaci2La mia memoria corre anche alle notizie dei volontari che si sottopongono alle sperimentazioni dei nuovi farmaci, andando incontro anche a sgradevoli sorprese come è capitato anni fa in Svizzera. Non dobbiamo neppure dimenticare le sperimentazioni di interventi pilota eseguite sugli animali dai chirurghi per mettere a punto le operazioni più difficili e studiarne poi i risultati.

Oppure il prelievo di organi per studiarne il comportamento in caso di trapianto, tutte cose che non si possono sperimentare in vitro! Mi auguro che in futuro molte cose possano cambiare, intanto concentriamo la nostra attenzione sui maltrattamenti gratuiti agli animali denunciati sempre più spesso a “striscia la notizia” e che vede molti proprietari di animali trattare veramente male i loro beniamini.

Luigi Picheca

One thought on “Argomenti spinosi: sperimentazioni farmacologiche

  1. Condivido totalmente l’articolo di Luigi Picheca, in quanto descrive bene le posizioni pregiudiziali e faziose di chi attacca la sperimentazione scientifica sugli animali, guardando ai ricercatori come fossero dei sadici e senza sapere nulla di ricerca e del fatto che si stanno cercando soluzioni alternative all’uso di modelli animali per la ricerca sui nuovi farmaci; come bene descritto nel grafico riportato nell’articolo e di cui ho parlato anche in un mio articolo precedente, occorrono mediamente 14 anni prima che una molecola attiva sul piano farmacologico giunga sul banco del farmacista sebbene la farmacologia di bersaglio permetta di fare uno screening di migliaia di composti in tempi relativamente brevi. Molteplici sono i problemi ancora presenti da affrontare da parte della ricerca preclinica e delle industrie farmaceutiche che devono tenere conto delle differenze di genere nell’azione e nell’efficacia dei farmaci o agli aspetti etici legati all’arruolamento dei volontari nei trials clinici. Sono problematiche di grande rilievo a cui la ricerca scientifica può e deve dare risposte.

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