Banco Alimentare: i risultati della raccolta

di Veronica Todaro

“La condivisione genera fratellanza […] è duratura […] rafforza la solidarietà e pone le premesse necessarie per raggiungere la giustizia […] uno stile di vita individualistico è complice nel generare povertà […] se i poveri sono messi ai margini il concetto stesso di democrazia è messo in crisi”.

È con queste riflessioni, dal messaggio di Papa Francesco per la V Giornata Mondiale dei Poveri 2021, che il Banco Alimentare ha proposto a tutti di partecipare alla Giornata Nazionale della Colletta Alimentare 2021, lo scorso mese di novembre. E i risultati non si sono fatti attendere.

La colletta alimentare, al suo 25esimo anno, è finalmente tornata in presenza. Non era scontato che, con la ripresa dei contagi, 140mila volontari, nel rispetto delle norme, tornassero davanti a quasi 11mila supermercati per vivere e proporre un gesto semplice ma concreto di solidarietà.

Un gesto capace di unire in un momento in cui tutto sembrava volerci dividere: dalla ripresa del virus, ai contagi crescenti, all’insicurezza economica. La giornata della Colletta ci manifesta che sono i fatti, i gesti che innanzitutto educano, noi, i nostri figli, tutti, e possono realizzare autentica solidarietà e coesione sociale” ricorda Giovanni Bruno, presidente della Fondazione Banco alimentare Onlus.

Quest’anno con la Colletta si sono raccolte circa 7.000 tonnellate di cibo, l’equivalente di 14 milioni di pasti (un pasto equivalente corrisponde a un mix di 500 gr di alimenti, stima adottata dall’ European FoodBank Federation) nonostante il momento particolare e i disagi dovuti al maltempo in numerose località.

Quanto raccolto, insieme a quanto recuperato dal Banco Alimentare nella sua ordinaria attività durante tutto l’anno, è stato distribuito a circa 7.600 strutture caritative che assistono oltre 1,7 milioni di persone.

In Brianza, il Banco Alimentare della Lombardia che ha sede a Muggiò, ha tirato le somme del 2020 attraverso la pubblicazione del Bilancio Sociale, che racconta come l’opera dell’associazione abbia saputo operare e rispondere al bisogno in un anno segnato dall’emergenza sanitaria e sociale legata al Covid-19.

L’Associazione Banco Alimentare della Lombardia “Danilo Fossati” Onlus è un ente no profit che opera in Lombardia dal 1989. È parte della Rete Banco Alimentare, costituita da 21 organizzazioni distribuite sul territorio nazionale e coordinate dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus, con sede a Milano.

Il 2020 in sintesi riporta numeri di tutto rispetto: 17.936 tonnellate di alimenti raccolti di cui il 69% recuperati dalla filiera, 230.106 persone bisognose assistite, di cui 17.385 nella sola provincia di Monza e Brianza, 1.127 strutture caritative supportate di cui 94 sempre in provincia di Monza e Brianza, 951 aziende donatrici di alimenti, 374 partner donatori di beni, servizi e fondi, 35,9 milioni di pasti equivalenti erogati (un pasto equivale a 500 grammi di alimenti), 1 milione di cittadini solidali (colletta e donazioni individuali), 53,3 milioni di euro il valore di mercato del cibo distribuito.

Il tutto grazie alle capacità di 19 dipendenti e 420 volontari continuativi, che contattano e stipulano accordi con i produttori, le industrie alimentari, la grande distribuzione e la ristorazione organizzata per la donazione delle eccedenze alimentari.

La scelta responsabile di non sprecare il cibo, fa del bene anche all’ambiente: in 10 anni è stato ribaltato il rapporto tra il cibo raccolto e le eccedenze recuperate. Nel 2020 sono state salvate dallo spreco 12.205 tonnellate di alimenti, il 68% del totale del cibo raccolto (40% nel 2010).

Il Banco Alimentare si conferma così la più grande iniziativa sociale di ristorazione in Italia: ogni giorno 98.280 persone bisognose in Lombardia, in media, hanno ricevuto un pasto dal Banco Alimentare grazie all’aiuto di sostenitori e partner.

Il cibo viene distribuito alle strutture caritative partner che a loro volta aiutano le persone in difficoltà. La consegna del pacco viveri, quella delle unità di strada e degli empori solidali, sono le modalità di distribuzione del cibo più importanti in Lombardia e rappresentano l’87,5% del totale. La distribuzione del pasto cucinato nelle residenze e nelle mense incide per il 12,5% ed è rimasto invariato nel 2020 nonostante la pandemia.

I prodotti non alimentari, per l’igiene personale e della casa, rappresentano il 2,6% del totale e vengono sempre più richiesti dalle strutture caritative specie nel periodo di Covid-19 per l’igiene e la sicurezza.

A causa della pandemia ha subito un forte calo il recupero di frutta e ortaggi, mentre è raddoppiato l’approvvigionamento di latte e derivati.

“In questo Bilancio Sociale – spiegano il presidente Dario Boggio Marzet e il direttore Marco Magnelli – si trova l’esperienza di un mondo di carità e professionalità che incontriamo quotidianamente nelle strutture caritative, persone, realtà profit e no-profit, istituzioni con cui collaboriamo e che è per noi stimolo a continuare a lavorare in Lombardia e assieme a tutta la rete del Banco Alimentare portare i valori di condivisione e dono che hanno guidato la nostra opera fin dall’origine e il nostro contributo ai bisognosi e alla società”.

In 10 anni è cresciuto del 42% il numero degli assistiti (da 162 mila a 230 mila) ed è aumentata del 97% la capacità di distribuire più pasti per assistito (da 79 a 156 pasti pro/capite anno ad ogni assistito). Nel 2020 in particolare è cresciuto rispetto all’anno precedente il numero degli assistiti (+26mila persone), in base al registro delle strutture caritative ma sono cresciuti anche di 997 tonnellate gli alimenti raccolti e distribuiti nonostante le difficoltà legate alla pandemia.