Buone notizie dal G7

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di Fabrizio Annaro

Buone notizie dal G7. “Gemme” di una nova stagione di relazioni internazionali?

“L’economia mondiale si sta riprendendo”. Lo ha detto Mario Draghi, incaricato dai grandi della terra a riferire sulla situazione economica del pianeta. Finalmente anche una parola, e speriamo che non rimanga tale, sulle classi più deboli, su quella parte della popolazione che sta soffrendo in modo particolare gli effetti della pandemia.   “A differenza delle precedenti crisi, – ha detto Draghi – i governi  e le classi dirigenti debbono occuparsi della coesione sociale e devono impegnarsi con maggior convinzione nel ridurre le disuguaglianze e le ingiustizie sociali.”

Inoltre la crisi ambientale. Da Biden la conferma del rientro degli USA fra i paesi che hanno sottoscritto gli accordi della COP 26 di Parigi e l’appello nei confronti della Cina perché cooperi alla riduzione delle emissioni di CO2.

Importantissimo il prossimo summit di Glasgow dedicato ai  cambiamenti climatici. Lo ha ribadito Draghi: la transizione ecologica deve essere compiuta entro il 2030 e serviranno maggiori investimenti sulle energie rinnovabili altrimenti i governi saranno costretti ad attivare  politiche fiscali in grado di rendere sempre meno convenienti l’uso di energie fossili.

I governi del G7 hanno ritrovato una nuova unità di valori e di intenti, condivisioni scaturite grazie alla nuova leadership di Biden. L’occidente scarta l’ipotesi di una nuova guerra fredda con Cina e con i paesi autarchici, ma non rinuncia alle sfida sui diritti umani e sui temi caldi presenti nello scacchiere geopolitico.

Infine i vaccini. Draghi ha annunciato che Pfizer ed altre case farmaceutiche destineranno (a prezzo di costo) ai paesi più poveri i vaccini anti Covid19. Infine l’ex presidente della BCE ha fatto appello al Fondo Monetario Internazionale affinché aumenti sensibilmente le dotazioni finanziarie destinate ai paesi più poveri.

Inizio di una nuova stagione?

Il mondo ed i paesi del G7 che sono: Canada, USA, Italia, GB, Giappone, Francia, Germania