Casa della Carità: quando l’unione fa la forza

di Daniela Zanuso

Prima di un’azione da compiere, c’è una comunione da vivere”.  E’  a questo principio di San Vincenzo De’ Paoli che si sono ispirate diverse associazioni e realtà parrocchiali che hanno scelto di unirsi per creare la “Casa della Carità” dove condividere insieme l’aiuto alle persone in difficoltà. È questo il progetto  nato a Seregno su iniziativa della comunità pastorale Giovanni Paolo II.

Una sede unica nello storico edificio Istituto Pozzi  che, a suo tempo, è stato un orfanotrofio femminile. Qui, d’ora in avanti, confluiranno diverse attività a sostegno delle persone bisognose.

Una parte dello storico edificio di Via Alfieri, è stato ceduto in comodato d’uso (per nove anni rinnovabili) dalla Congregazione delle Figlie della Carità San Vincenzo de’ Paoli. Già da alcuni anni la Congregazione ospita la ‘Comunità Mamma bambino’, che continuerà ad essere presente insieme a tante altre attività.

Confluiranno nel progetto le attività Caritas: il Centro di Ascolto, la Mensa della Solidarietà (circa 25 pasti al giorno), il Centro Aiuto Vita, l’Emporio della carità, il piano Emergenza freddo per i senza dimora,  un servizio docce e lavanderia sempre per i senza dimora (prima con sede al Don Gnocchi), la distribuzione indumenti e un ambulatorio medico e infermieristico con la collaborazione di specialisti.

Inoltre, la “Casa della Carità”,  sarà sede di un corso di taglio e cucito, della scuola di italiano per stranieri e di un emporio per la distribuzione di generi alimentari alle famiglie in difficoltà. Anche questo servizio, diversamente dal pacco alimentare,  offrirà alle famiglie la possibilità di gestire, attraverso una tessera, la spesa alimentare in base alle loro necessità.

Nel progetto sono coinvolte sia le realtà già presenti, sia quelle che ne condividono i valori e che desiderano operare per il bene della comunità come l’Opera e Volontari di don Orione, Unitalsi, Agesci, l’ Associazione Carla Crippa  e la Fondazione Ronzoni Villa.

Un progetto che è il frutto di tutte le attività di solidarietà e di volontariato sociale intraprese negli ultimi anni sul territorio,  che si riuniscono per diventare il cuore della città.

Ufficializzato lo scorso novembre, il progetto “è un sogno che è stato cullato fin dagli anni ’90 e che si realizza”–  ha dichiarato sorella Patrizia, superiora dell’Istituto. E ha aggiunto:  “dobbiamo aprire le porte e ridare dignità alle persone ferite”.

Monsignor Bruno Molinari ha fatto presente che il logo della Casa della Carità è un cuore nella città, proprio come dovrebbe essere questo edificio: una porta aperta per l’accoglienza delle persone più fragili.

La presentazione del progetto “Casa della Carità” di Via Alfieri a Seregno, un luogo che vuole diventare il cuore della città

Significativo sarà anche  il ruolo dei volontari, una presenza vitale e fondamentale per il buon esito del progetto. Ce ne sono già parecchi e in periodo di pandemia altri se ne sono aggiunti ma, in una struttura così grande, sono sempre i benvenuti.  Coordinati da Laura Borgonovo, i volontari saranno supportati con corsi di formazione e laboratori di gruppo.

I lavori di ristrutturazione,  iniziati nel 2019, sono ripresi dopo il forzato periodo di chiusura a causa del lockdown e la struttura entrerà in pieno regime appena possibile.

E’ stata avviata anche una raccolta fondi sia durante il periodo dell’avvento,  sia attraverso la creazione di un fondo che ha già ricevuto diversi contributi. Il progetto, che sta già muovendo i primi passi, ha bisogno certamente di sostegno economico, perchè passione, entusiasmo e desiderio di aiutare gli altri non mancano di sicuro.

Se vuoi donare per il progetto: La Casa della Carità di Seregno – Fondazione della Comunità di Monza e Brianza Onlus (fondazionemonzabrianza.org)

Il Consiglio della Casa della Carità