Corona il suo sogno: si laurea in hospice

La redazione

“L’universo mi aiuta e sa curarmi”. La laurea in Infermieristica la consegue all’hospice del Carlo Poma della ASST di Mantova. Nella stanza in cui è ricoverata, con la commissione riunita tutta lì: alcuni membri in presenza, altri collegati da remoto. Un’organizzazione perfetta che ha richiesto la collaborazione di molti operatori di Asst.

Così Elham Fard Yazdani, iraniana di 49 anni, ha coronato la settimana scorsa il suo sogno, discutendo una tesi che parla di come lei e i colleghi sanitari del Poma hanno affrontato il rischio di burn out infermieristico durante la pandemia da Covid-19.

È in terapia nel reparto di Cure Palliative per una grave malattia cherichiede un trattamento in ambiente protetto. Una malattia diagnosticata a febbraio, ma che non l’ha fermata. La sostengono un’energia e una forza di volontà inimmaginabili, che hanno contagiato tutti: “L’universo mi aiuta e sa curarmi”.

Così il personale della struttura e del centro universitario aziendale – sede distaccata dell’ateneo di Brescia – si sono prodigati per permetterle di compiere uno dei passi più significativi della sua vita.

Lo racconta il direttore delle Cure Palliative Laura Rigotti, colpita da una paziente e da una donna straordinaria: “Combattiva, piena di vitalità. Ci siamo adoperati tutti per permetterle di diventare dottoressa, come lei desiderava. Per questa giornata abbiamo pensato noi anche a truccarla e ad acconciarla”.

Per i professori e i tutor  “è stata una giornata emozionante e commovente”, come spiega la responsabile del corso di laurea in Infermieristica Orietta Riboli: “Durante il percorso di studio Elham si è sempre dimostrata tenace e determinata a raggiungere gli obiettivi, arrivando proprio dove voleva”.

La studentessa ha voluto mostrare addirittura la sua anima di danzatrice, con un’esibizione di danza del ventre davanti a tutti i presenti, incantati da questa forza della natura.

Perché oltre a lavorare come professionista della sanità, Elham insegna questa disciplina, insieme a fitdance, zumba, power gag, reggaeton, tenendo corsi in palestre e associazioni della città di Mantova, dove vive da quindici anni:

In Iran ho conseguito una laurea in Ostetricia, che però qui non è riconosciuta. Così ho lavorato in un primo tempo come operatrice socio sanitaria. Poi ho scelto di salire un altro gradino e diventare infermiera. Anche se dentro sono un’artista.

Penso che chiunque dovrebbe danzare, perché la danza ce l’abbiamo nell’anima. La danza è armonia. Inizialmente ero arrivata in questo Paese con il desiderio di partire per l’America e perfezionarmi proprio in danza terapia”.

Le gioie e i dolori fanno parte della vita, dice l’iraniana con un matrimonio alle spalle, i genitori scomparsi, una sorella che desidererebbe riabbracciare a Teheran e una cerchia di amiche che sono come un pezzo di famiglia.

Lei ha superato molte prove e anche stavolta ce l’ha fatta.