De Chirico e l’oggetto misterioso

dechirico04_webAd un pittore e a un artista in genere la fantasia, più che a immaginare il non visto, serve a trasformare ciò che vede”.

Prosegue con successo la mostra antologica “De Chirico e l’oggetto misterioso“, ospitata al Serrone della Villa Reale a Monza, sul protagonista ed inventore della metafisica, con oltre trenta opere della collezione della collezione della Fondazione Giorgio e Isa De Chirico. http://www.fondazionedechirico.org/ che vanno dagli anni Quaranta fino alla metà degli anni Settanta.

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La pittura metafisica nasce agli inizi del ‘900 quasi contemporaneamente ad un altro movimento, quello futurista, che sta decisamente agli antipodi. Se il futurismo è  velocità, energia, vigore, nella metafisica predomina la stasi più immobile.


Prerogativa di questo movimento pittorico è il fatto che la prospettiva  è costruita secondo molteplici punti di fuga, che i colori sono piatti e uniformi, che non vengono rappresentate figure umane e tutto sembra congelato in un istante in cui non esiste il tempo.


La pittura di De Chirico trasmette un senso di malinconico abbandono, di silenzio assoluto, di lontananza, forse perché De Chirico sa ascoltare i segreti delle cose silenziose. O forse perchè lui, come pochi altri, ha saputo sintetizzare attraverso la fissità delle forme, l’inquietudine dell’uomo moderno.


Nelle sue opere la scena è sempre immobile, mentre gli oggetti compaiono come su un palcoscenico teatrale dove, anche le poche figure, sono statue o manichini senza volto che lui definisce pensatori, poeti, filosofi, emblemi di una solitudine quasi eroica.

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Obiettivo di questa mostra è quello di illustrare il ruolo che l’oggetto misterioso gioca nella produzione artistica del Maestro, che sa trasporre in pittura oggetti comuni e familiari spesso considerati insignificanti e che a volte ci appaiono, appunto, misteriosi: scatole magiche, palle per giocare nell’acqua, teste di divinità greche, giocattoli indecifrabili, oggetti geometrici simili a squadre e righelli, fanno da sfondo o affiancano nature morte di frutta che lui ribattezza  “vite silenti”.


[…] mi accorsi che ci sono moltissime cose strane, sconosciute, solitarie che possono essere tradotte in pittura […]. Rappresentarsi tutto come enigma […][incluso] l’enigma di cose considerate in genere insignificanti. Sentire il mistero di certi fenomeni dei sentimenti, dei caratteri di un popolo, immaginare anche i geni creatori come oggetti molto curiosi che possiamo rigirare da tutti i lati. Vivere nel mondo come in un immenso museo di stranezze, pieno di giocattoli bizzarri, variopinti, che cambiano aspetto, che a volte come bambini rompiamo per vedere come sono fatti dentro. – E, delusi, ci accorgiamo che sono vuoti
(Giorgio de Chirico, ca. 1912)


La mostra, promossa dal Consorzio Villa Reale e Parco di Monza in collaborazione con il Comune di Monza, prosegue fino al 1° febbraio 2015, ed è stata ideata, prodotta e organizzata da ViDi.

Sul sito ufficiale  trovate ulteriori informazioni su riduzioni, prenotazioni e prezzi speciali  e sulle attività didattiche gratuite per bambini e famiglie.

Daniela Zanuso

©fotografie di Stefania Sangalli

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