Donne, che storia! Caterina la Grande

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di Virginia Villa

Con i suoi trentaquattro anni di durata, il regno di Caterina II (1729-1796), meglio conosciuta come Caterina la Grande, fu il più lungo della storia della Russia. In questo arco di tempo, la sovrana riuscì a sviluppare il commercio e l’industria del suo paese, mostrando una mentalità aperta e progressista tanto da arrivare a stabilire sistemi di educazione e di sanità pubblica, fondando nuove città e garantendo alla Russia un forte sviluppo culturale e artistico. 

La futura imperatrice di Russia nacque il 2 maggio 1729 a Stettino e fu battezzata con il nome Sofia Federica Augusta d’Anhalt-Zerbst. La sua infanzia non fu delle più felici ma, sebbene venne trascurata dai genitori, crebbe in un clima culturale e moderno. Ricevette un’educazione luterana di prim’ordine, mostrando grande interesse e passione nella lettura. Fin dalla più tenera età diede segni di un’inconsueta maturità per i suoi anni tanto che l’Imperatrice Elisabetta Petrova, intravedendo una grande forza di spirito unita ad una determinazione del carattere, decise di invitarla a San Pietroburgo. Il soggiorno della futura zarina si prolungò fino all’ufficializzazione del suo fidanzamento con l’erede al trono di Russia, il granduca Pietro Fedorovič e il 2 agosto del 1745, dopo la conversione all’ortodossia russa, il matrimonio ebbe luogo.

Molte furono le voci che circolavano sul legame tra Caterina e il marito Pietro, ma una cosa è certa: il matrimonio di questa donna colta, sensibile e dalla mentalità progressista e aperta al futuro  con un uomo rude, scontroso e violento, non fu felice, ma la futura Imperatrice generò ugualmente un erede, Paolo – sebbene secondo alcune ricostruzioni potrebbe essersi trattato del figlio di un amante.

Caterina II Imperatrice di Russia

Era il 29 giugno 1762 quando, a 33 anni, Caterina salì al trono dopo un colpo di stato con cui veniva deposto lo zar Pietro, ucciso poi misteriosamente otto giorni più tardi. Anche in questo caso, molti furono coloro che reputarono Caterina la mandante dell’assassinio, ma non si trattò altro che di voci di corridoio.

Colta e raffinata, Caterina simpegna nella modernizzazione del paese, cercando di avvicinarlo ai grandi stati europei. Istituisce scuole e orfanotrofi, finanzia la costruzione di ospedali e la diffusione di farmacie e sostiene l’Accademia di Belle Arti.

Le grandi riforme di Caterina la Grande

Caterina era stata educata secondo i principi della Prussia del XVIII secolo, sensibile quindi ad un assolutismo illuminato. Per questo motivo tentò di attuare alcune riforme politiche ispirate ai principi illuministi. Attraverso un documento da lei redatto in francese e tradotto in russo, terminato nel 1767, la “Nakaz” (istruzione), la sovrana stabilì alcuni principi per un nuovo sistema legale che prevedeva, secondo i principi di Beccaria e Montesquieu, l’abolizione della pena di morte e della tortura e l’uguaglianza tra i sudditi.

Nel momento in cui Caterina salì al trono, la Russia era generalmente considerata dal resto dell’Europa come un paese sotto molti aspetti provinciale e arretrato. Per questo Caterina si impegnò ad avviare riforme nel sistema educativo e sanitario. La sovrana creò case di educazione a San Pietroburgo, fece istituire scuole gratuite in città di tutta la Russia e commissionò nuovi ospedali. 

Caterina era inoltre appassionata di filosofia e di matematica. Mantenne una corrispondenza stabile con Voltaire ed incontrò personalmente Diderot: fu proprio l’enciclopedista francese a soprannominarla “Caterina la Grande”.

Gli ultimi anni di Caterina II di Russia

Come molti altri sovrani d’Europa, Caterina fu fortemente turbata dalla Rivoluzione francese, abbandonando definitivamente ogni sensibilità riformatrice. Dopo un fallito tentativo dinastico del 1796, che prevedeva un matrimonio tra una sua nipote e Gustavo Adolfo di Svezia, la sua salute iniziò a peggiorare.

Il 16 novembre del 1796, dopo il caffè della mattina ed una conversazione con la propria domestica, la grande sovrana ebbe un infarto ed entrò in coma, morendo il giorno successivo alletà di 67 anni.   

La sua figura, che ha dato origine ad innumerevoli racconti popolari e dicerie, resta ancora oggi leggendaria. Se in Russia è ricordata essenzialmente per aver potenziato lo Stato allargandone anche i domini, in Europa è spesso stata criticata, oltre che per una condotta libertina, per la sua incapacità nel realizzare riforme significative. Indubbiamente rimane una delle sovrane più importanti della storia moderna, contraddistinta da un’eccezionale curiosità intellettuale, un’energia inesauribile, ed una smisurata ambizione.