Donne, che storia! Madame de Staël 

di Francesca Radaelli

I suoi amici letterati, tutti maschi, la definirono ‘la donna del secolo’.  

Figlia dell’Illuminismo, sostenitrice (all’inizio) della Rivoluzione francese, nemica di Napoleone Bonaparte, figura perno del dibattito culturale tra classicisti e romantici: sicuramente Madame de Staël fu una grande protagonista del suo tempo.  

Considerata per i suoi scritti e le sue idee una pioniera del femminismo, portò per tutta la vita il nome del primo marito, il barone de Staël-Holstein, ambasciatore svedese alla corte di Francia, impostole con un matrimonio combinato quando lei aveva appena 13 anni.  

Una donna che fa politica

In realtà si chiamava Anne Louise Germaine Necker, ed era figlia di quel Jacques Necker che aveva cercato di risanare le finanze di re Luigi XVI, alla vigilia dello scoppio della rivoluzione francese. 

Anne Louise Germaine nacque nel 1766, in un’epoca di gran fermento politico e culturale. E fu tutto merito di sua madre, lei stessa sposa obbligata di un marito ricco, se la figlia ricevette un’istruzione di primo livello.  

In breve tempo divenne animatrice di un vero e proprio circolo culturale, aderì ai principi dell’illuminismo e sostenne inizialmente anche la Rivoluzione francese. Rischiò lei stessa la ghigliottina quando, durante il periodo del Terrore, smise di appoggiare i rivoluzionari: alla fine fu costretta all’esilio in Inghilterra.

Tornata in Francia sotto Napoleone, non risparmiò critiche alle sue ambizioni assolutiste, lei che era convinta sostenitrice del liberalismo e delle idee di Montesquieu sulla divisione dei poteri nello stato. Troppo per Bonaparte, che vedeva come fumo negli occhi le donne che si interessavano di politica: la condannò a un nuovo esilio.

Classici o Romantici? 

E allora Madame de Staël iniziò a viaggiare per l’Europa e a incontrare i più grandi intellettuali del tempo: Stendhal, Goethe, Schiller, Lord Byron. Potrebbe essere considerata anche una pioniera degli studi di letterature comparate: rimase conquistata dalla cultura romantica tedesca e in Italia diede vita alla celebre contesa tra classicisti e romantici.  

In uno scritto divenuto famosissimo esortò i letterati italiani a staccarsi dai legami col passato e aprirsi alla letteratura contemporanea. A non limitarsi all’ennesima traduzione dell’Iliade, ma a cominciare a tradurre la poesia romantica tedesca. Insomma, a uscire dalle biblioteche polverose e guardare al nuovo clima culturale europeo.  

Nell’Europa del codice napoleonico, che prevedeva che ogni donna fosse sottomessa in tutto e per tutto a un tutore maschio, l’appello di questa donna al mondo, tutto maschile, degli intellettuali non solo fu preso sul serio, ma sollevò un polverone. Sull’argomento intervennero Giovanni Berchet, Giacomo Leopardi e tanti altri, schierandosi con i classici o con i romantici e dando vita a una vera e propria guerra filosofico-letteraria, combattuta con la penna ma senza esclusione di colpi.  

Insomma Madame de Staël si dimostrò una vera animatrice del dibattito culturale del suo tempo, sia in politica sia in letteratura.  

Una nuova idea di donna

Fu lei stessa una scrittrice prolifica e impegnata, anche sul fronte della questione femminile. Nel romanzo Delphine critica aspramente proprio il sistema patriarcale e i limiti imposti alla libertà delle donne nella Francia napoleonica. In Corinne ou l’Italie delinea una protagonista femminile ‘forte’, ben decisa a far valere il proprio talento e la propria indipendenza. 

Morì nel 1816. La ‘donna del secolo’ lasciava in eredità una domanda aperta. “Non dovrebbe ogni donna, come ogni uomo, seguire la propria inclinazione e i propri talenti?” 

La risposta sembrerebbe banale. Ma se guardiamo al nostro mondo del XXI secolo, alla politica internazionale e alla cronaca locale, ci accorgiamo che, forse, di questa domanda c’è ancora bisogno.