Donne, che storia! Mary Stopes

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di Eleonora Duranti

Gli esseri umani sono come le piante. Nascono, crescono, si riproducono e muoiono. Nascono tutti allo stesso modo, dopo ore e ore di travaglio, su un letto sporco e madido di sudore; crescono uno accanto all’altro, a malapena consapevoli di far parte di un qualcosa di molto più grande delle loro quattro mura; si riproducono senza sosta, in continuazione, quasi temano di lasciare la Terra priva di uomini e donne che la calpestino; infine, muoiono, dicono addio al mondo domandandosi cosa vi sia oltre e se tutto edendo i mezzi per mantenerle? L’orgoglio di aver dato corpo a un esercito, piuttosto che una prole, ha ripagato della fatica costata per nutrirlo e formarlo? Oppure gli stenti avrebbero potuto essere minori, senza tante piccole bocche da sfamare, senza tanti piccoli calzini da rammendare, senza tanti piccoli orfani da disciplinare?

Malgrado le mie ricerche, una grossa fetta d’Inghilterra non mi ascolta. Non mi prende sul serio, non mi crede. Mi dà della ciarlatana, della pazza, della depravata persino!

A quanto pare, quando si tratta di contraccezione, di sessualità, di eugenetica, una donna non può avere voce in capitolo. Proprio colei che offre il proprio corpo per questa causa comune che è la nascita è muta, una marionetta nelle mani della predominanza maschile!

Tutto ciò è inconcepibile.  Non sono un’idealista. Non sogno un’utopia di ordine e bellezza…  

Esprimo semplicemente la mia opinione. E la mia opinione è che in questo Paese urge una riforma sanitaria, che sostenga, che aiuti e che protegga le donne.

Le donne vanno istruite, devono capire l’importanza della prevenzione e della pianificazione familiare.

Gli uomini non ne sono in grado. Con la loro virilità esaltata e la loro illusione di onnipotenza, non comprendono cosa realmente significhi “matrimonio”. Ai loro occhi distratti, esso non è altro che un’istituzione, una regola, un’abitudine! Loro non vanno a indagarlo nelle sue profondità e nelle sue insidie…

A differenza di noi donne. Che lo difendiamo, lo fortifichiamo, lo ritempriamo… Giorno dopo giorno.

È su noi donne, che gravano le responsabilità del matrimonio. Ed è su noi donne, che gravano le responsabilità dei figli.

La prima clinica di controllo delle nascite fu aperta dalla dottoressa Marie Stopes nel 1921 a Holloway  

Ecco perché dobbiamo tutelarci. E prepararci al futuro che, inevitabilmente, ci attende.

Ho inaugurato le mie cliniche proprio per questo: per educare le madri di domani e mostrare loro un avvenire più roseo e meno… limitante.

Per quanto mi riguarda, non sono stata una donna molto fortunata; le mie relazioni sentimentali hanno sempre avuto un retrogusto amaro, quasi di sconfitta. Il rapporto con mio figlio Harry, poi, si è rivelato addirittura peggiore!

Ricordo la sera in cui mi annunciò che avrebbe sposato Mary Wallis…

Non riuscivo a capacitarmene!

Forse, il genere maschile mi ritiene ormai sua nemica…

E si comporta di conseguenza. Denigrandomi. Accusandomi. Censurandomi.

Solo con Kenjiro non mi sono mai sentita… sbagliata.

Ma è trascorso tanto tempo da allora e né lui né io abbiamo mantenuto la promessa di invecchiare insieme tra i ciliegi del suo amato Giappone.

Io sto invecchiando… E sto invecchiando sola, in questo vecchio faro sull’isola di Portland, lontana da Londra e dai luoghi che custodiscono il solco dei miei passi.

Ho due consolazioni: le foreste fossili che mi circondano e l’ultimo romanzo di Thomas, “The Well-Beloved”.

Mi basta guardarmi attorno per averne la conferma…

Gli esseri umani sono come le piante.

Nascono.

Crescono.

Si riproducono.

E muoiono.