Donne, che storia! Rigoberta Menchú

di Fabrizio Annaro

Qualcuno afferma che stiamo vivendo un’epoca densa di cambiamenti rivoluzionari: tecnologici, scientifici, nel nostro modo di vivere… In questo intreccio di rivoluzioni e di cambiamenti spicca il ruolo femminile sempre più protagonista di queste trasformazioni sociali.

Leader femminili si stanno imponendo in diversi ambiti della vita politica, sociale, culturale ed economica. Un’ascesa impegnativa, spesso conflittuale, caratterizzata da aspre battaglie per emancipare il ruolo della donna e con essa far maturare l’intera società.

Fra queste protagoniste impossibile non citare Rigoberta Menchú, guatemalteca, di etnia Maya Quiché. Nata il 9 gennaio del 1959, migrante all’età di 5 anni, bracciante agricola, pacifista e paladina dei diritti umani e dei contadini in particolare. Nel 1992 grazie alle sue lotte sociali per la giustizia e l’uguaglianza, riceve il premio Nobel per la Pace.

Ma la battaglia che più l’ha contraddistinta è stata quella in difesa dei diritti delle minoranze e per la riconciliazione etno-culturale con le popolazioni indigene in particolare con le popolazioni Maya.

Murales con figure Maya

La sua biografia è segnata da tante violenze, da povertà, da discriminazione razziale. I suoi familiari  furono torturati e uccisi dai militari o dagli “squadroni della morte”. Il padre morì con un gruppo di contadini rifugiatisi presso l’ambasciata di Spagna in segno di protesta.

Rigoberta Menchú è stata protagonista di una lotta pacifica, di denuncia del regime guatemalteco e della sistematica violazione dei diritti umani ai quali la gente indigena è stata sottoposta. 

Per sfuggire alla repressione si recò in Messico e, grazie all’aiuto di un gruppo di alcune giornaliste, pubblicò  una straordinaria  autobiografica nella quale racconta al mondo intero la drammatica situazione delle popolazioni Maya.

Rigoberta Menchú è una donna forte che ha scelto di contrastare la violenza e la guerra con la pace e l’impegno per la difesa dei diritti civili. La sua nuova battaglia ora, è dedicata al recupero dei valori ecologisti e alla valorizzazione della cultura indigena dei Maya. Al centro del suo messaggio il rispetto per la Terra, considerata sacra della cultura Maya perchè fonte di vita, di energia, di alimenti e dunque meritoria di rispetto ed affetto. Nella visione Maya la terra è una Madre Sacra da custodire, amare, rispettare.

La sua candidatura al premio Nobel è stata appoggiata da tanti italiani. Si conta  l’adesione di 131 parlamentari 151 docenti universitari, 5 parlamentari europei, di padre David Maria Turoldo, del Senato accademico e del Consiglio di Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Torino.

Il messaggio spirituale di Rigoberta Menchú, messaggio che invita alla pace, alla non violenza, al rispetto dei diritti umani,  all’amore del nostro habitat naturale è oggi più che mai attuale e necessario.