Donne e mafie, tra stereotipi e realtà

di Elena Borravicchio

In occasione della Giornata sulla Legalità del 21 marzo un incontro organizzato dalla assessore alla Cultura di Arcore Evy De Marco con un’esperta di mafie, decisamente non convenzionale. L’approccio di Ombretta Ingrascì è quello di ricerca, diverso dall’approccio del magistrato o giudice.

Ricercatrice nella facoltà di Sociologia presso il dipartimento della Criminalità organizzata della Statale di Milano, diretto dal Prof. Nando dalla Chiesa, l’autrice ha conseguito un phd a Londra e ha pubblicato vari libri tra cui “Donne d’onore nell’Italia contemporanea”, con Bruno Mondadori e “Le confessioni di un padre”, edizioni Melampo, ovvero la storia del pentito Emilio Di Giovine. 

“Abbiamo voluto unire il mese dedicato alle donne con la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie – ha spiegato Valentina Ragaini – Ombretta ha raccolto tantissime testimonianze di uomini e di donne, anche pentiti e pentite: diversamente da quello che si pensa, nel contesto mafioso le donne non sono solo “messaggere”, ma esiste tutto un panorama ben preciso di attività di loro competenza. Questa sera Ingrascí porterà i casi di numerose donne di comando che, pur arrivate a ruoli di potere, in senso economico amministrativo o di trasmissione, vivono una contraddittoria sottomissione all’uomo, in quella che lei chiama “ambivalenza esistenziale” e “pseudo emancipazione”. Il sistema mafioso è ancora oggi un sistema fondamentalmente maschilista.” 

L’autrice, particolarmente piacevole da ascoltare, racconterà la sua esperienza soprattutto umana con le numerose persone conosciute nell’ambito dei sistemi dell’illegalità; senza mancare di far riflettere sul fatto che queste realtà sono meno lontane da noi di quanto si potrebbe pensare. 

Appuntamento il 24 marzo alle 21 in Bliblioteca Civica Nanni Valentini, in via Gorizia 20, ad Arcore.