Cooperative e occupazione femminile: quali scenari?

Maria Paola Colombo SvevoÈ un settore innegabilmente in crescita, la cui specificità si compone di un connubio d’imprenditorialità e finalità sociali.  Il mondo dell’economia sociale, infatti, negli ultimi anni, ha svolto un ruolo di fondamentale importanza, creando e offrendo occupazione. Protagoniste attive e motore di avanzamento di questo terzo settore: le donne. Un duplice obiettivo: prestazione di servizi alla persona e inserimento lavorativo di categorie svantaggiate. “Le cooperative sociali hanno lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità nella promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini” recita l’art. 1 della legge 381/91 che disciplina la formula cooperativa, via italiana dell’impresa sociale, le cui fondamenta poggiano sui valori dell’autosufficienza, della responsabilità, della democrazia, dell’uguaglianza, dell’equità e della solidarietà. Così l’Italia, sin dall’inizio degli anni ’90, si è mostrata all’avanguardia –rispetto agli altri paesi dell’UE- nel definire giuridicamente e promuovere attivamente lo sviluppo dell’impresa sociale, che, collegandosi alla crisi dei sistemi di welfare, opera tramite forme originali di produzione di servizi destinati alle fasce di popolazione svantaggiate, aventi, a livello comunitario, particolare valore sociale.

Un settore plausibilmente rischioso, in quando probabile fonte di impieghi sottopagati e mezzo tramite cui  incrementare una già diffusa marginalizzazione della donna in mansioni poco qualificate e in settori tradizionalmente femminili. Una nuova forma di domesticità per le donne? Interessanti e stimolanti gli spunti di riflessione elaborati da Maria Paola Colombo Svevo, all’interno della Commissione Europea per i diritti della donna. Interessanti, sì. Interessanti perché incentrati su alcuni concetti chiave –qualità, professionalizzazione, innovazione, capacità di adattamento, formazione, imprenditorialità- che, lungi dal porre discriminazioni di genere, puntano ad una riqualificazione del ruolo della donna all’interno di un’economia che, se ben strutturata, si mostrerebbe potenzialmente plasmabile sulle esigenze di rilancio della donna. Ma il quadro giuridico si mostra spesso inadeguato, così come i finanziamenti disponibili per l’incremento e la creazione di formule di tipo cooperativo. A ciò si deve aggiungere la scarsa solvibilità di parte della domanda privata, la mancanza di un mercato privato per i servizi offerti e la difficoltà di reperire risorse umane adeguate, inclusa la risorsa imprenditoriale. Il quadro, potenzialmente forte e incoraggiante, si colora così di tinte cupe.

Quali nuovi scenari per la donna, in questo panorama economico dalle ampie articolazioni?

Domanda importante, per capire, muoversi e agire. Una domanda per divenire protagoniste. Una domanda a cui si cercherà di dare una risposta durante il  convegno organizzato dalla Fondazione Maria Paola Svevo, in agenda per venerdì 7 marzo, dalle ore 15.30 alle ore 17.30, nella sede della Fondazione stessa, in Via Medici 33 a Monza. Patrizia Toia, Alessia Mosca, Paola Bignardi gli ospiti, guidati da Mariapia Garavaglia. Una tavola rotonda al femminile, costruita sulle competenze e sulla qualificazione. Per creare un’occasione di rilancio, che sia vera e concreta.

Convegno 7 marzo 2014 Fondazione Svevo

“Proprio in questo momento credo che la nostra democrazia abbia bisogno di riscoprire il ruolo delle donne, anche nella politica. Le donne sono cresciute molto in Italia, anzi, sono state la vera rivoluzione di questo paese. […] Noi vogliamo una maggior presenza delle donne, perché riteniamo che questa sia importante per rafforzare la democrazia”. M.P. Colombo Svevo.

Camilla Mantegazza

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