Espostaiventi

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di Silvia Biffi

silvia-scarpeMuri da ritagliare. Avevano le labbra rosse Vanessa e Greta alla partenza, e il prurito nello stomaco e tante mani. Dita tentennanti, agitate dall’adrenalina di un salto. Una volta tanto un salto nel pieno: pieno di guerra, di voci, di coraggio. Molti giovani si sentono pronti a grandi salti nel vuoto, a partenze lontane dettate dall’ambizione e dall’avventura, a vite nuove tutte da esplorare. Due ragazze italiane si sono sentite pronte a vite vecchie, tutte da salvare.

Tornano in patria dopo un imprevisto che non è un ritardo aereo o un ostello troppo sporco, ma un rapimento di cinque mesi nel buio civile della Siria. Nei loro sguardi stanchi hanno sabbia e posti e caldo e macerie e persone; negli occhi hanno occhi coperti. I volti ruvidi dei rapitori che non hanno mai visto e di cui chissà quante volte avranno immaginato i contorni.

Queste donne chiedono scusa. Scusa ad un’Italia che sa trattare e non accogliere, che sbandiera i suoi Benvenuti e poi vive di rimproveri. Perchè il popolo è pieno di accuse: di imprudenza, di dispendio, di mancato patriottismo. L’Italia denigra chi ancora è disposto a implodere e non esplodere in manciate di parole.

Vanessa e Greta leveranno l’ancora e partiranno ancora: magari non in Siria, perché l’ostinazione è capriccio. Magari partirà solo la loro testa con uno space shuttle. Se c’è sempre un confine tra caso e destino, ha le labbra più rosse di prima.

Esposta ai venti

E sposta i venti

Ventanni da portare al mondo.

 

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