Il dialogo del cuore: Cecilia Strada

Chi ha avuto fortuna nella vita si ricorda di coloro (e sono tanti) che stanno peggio? I cosiddetti big sono grandi anche in beneficenza? Le stelle brillano in solidarietà? Le risposte in questo viaggio alla scoperta del senso della prossimità dei personaggi famosi guidato dal giornalista-scrittore Claudio Pollastri

Un dolore composto. E doppio. “Soffro per mio padre e per l’Afghanistan”, commenta senza cedere al pianto Cecilia Strada, figlia di Luigi, detto Gino, il medico di Sesto San Giovanni fondatore di Emergency stroncato a 73 anni da problemi di cuore, dopo che per una vita era andato proprio dove lo portava il cuore, al di là delle leggi disumane oltre le barriere ideologiche “l’Afghanistan era una sua seconda patria, vi aveva fondato tre ospedali e mi dicono che sentono la sua mancanza”. E poi aggiunge col tono determinato di autentico marchio-Gino-Strada “non si fermano le guerre con altre guerre, mi ripeteva. I fatti di oggi gli danno drammaticamente ragione. Ma adesso basta lacrime, mi avrebbe spronato, bisogna ricominciare a costruire, salvare vite umane”.

Gino Strada, stroncato a 73 anni da problemi di cuore, dopo che per una vita era andato proprio dove lo portava il cuore

La storia di Cecilia è legata a doppio filo (chirurgico) a Emergency “una specie di fratello minore”. Qualche anno fa ha sentito la necessità di staccarsi “seguendo sempre l’insegnamento umanitario”. Pronta a tendere una mano a chi chiede aiuto, Cecilia era su una nave (Resq People ndr) che aveva salvato centinaia di migranti quando le era giunta la notizia della morte del padre “sentivo di essere nel posto giusto dove lui mi avrebbe voluto vedere”.

Gino Strada con la figlia Cecilia

S’affaccia un velo di tristezza nello sguardo rubato a Gino se accenna alle testimonianze di stima “se stava in ospedale erano tutti dalla sua parte. Ma se raccontava quello che vedeva nelle terre devastate dalle guerre diventava scomodo. Da emarginare”.

La voglia di tenerezza di una figlia devota affiora quando lo ricorda come viaggiatore instancabile e papà premuroso “al ritorno dalle missioni all’estero aveva la valigia piena di regali. Ma poi era irrequieto. Voleva ripartire. Subito”. Come lei, Cecilia. Che è pronta a ripartire per la sua nuova strada. “STRADA LUIGI… magari gli dedicassero una via!”. Lo dice col sorriso. Ma soprattutto col cuore.

Cecilia Strada era sulla nave Resq People che ha salvato centinaia di migranti quando le è giunta la notizia della morte del padre

 

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