Il Lambro

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– FIUME LAMBRO –

Il nome italiano deriva dal latino Lambrus, che si è voluto far derivare dal greco lampròs, ‘lucente’, come la sua acqua. Che anticamente lo fosse, lo conferma il detto milanese ciar com’el Làmber, limpido come il Lambro.

Il fiume nasce dai monti del gruppo del San Primo nell’area di Piano Rancio nel comune di Magreglio poco a nord del Ghisallo. La sorgente del Lambro è di tipo carsico e viene chiamata Menaresta perché “mena” cioè “va, porta” e “resta” cioè “rimane”; infatti un serbatoio a sifone sotterraneo, posto nella roccia calcarea, si riempie d’acqua a intervalli regolari, fino a traboccare con un flusso vivace per poi rallentarlo prima di caricarsi nuovamente. Dalla Menaresta un ruscelletto scorre quindi verso Magreglio. Il fiume, attraversa con corso rapido la Valassina, bagnando i centri di Asso, Canzo, Ponte Lambro ed Erba. A Erba si immette nel lago di Pusiano. Da qui scorre con andamento tortuoso ai piedi delle colline moreniche raggiungendo poi la città di Monza.

Subito attraversa l’omonimo parco dividendosi poi, nei pressi della Chiesa del Carrobiolo in due rami: il Lambro, che passa sotto il Ponte dei Leoni, ed il Lambretto che fu fatto deviare nel XIV secolo dai Visconti per la difesa della città. Dalla sorgente nel gruppo montuoso di San Primo al Viale Cavriga nel Parco di Monza, il Lambro è il fiume della Brianza.

Il termine “Lambrone” (Lambron in dialetto) viene usato, in Brianza e a Monza, per riferirsi al fiume quando c’è una piena particolarmente rilevante.

©fotografie di Giovanna Monguzzi

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