Il Macbeth di Verdi alla Prima della Scala

di Marco Riboldi

“Questa tragedia è una delle più grandi creazioni umane”.

Sarà la rappresentazione del Macbeth di Verdi, in programma per martedì 7 dicembre 2021, ad aprire la stagione della Scala di Milano. Direttore d’orchestra sarà Riccardo Chailly. La regia è affidata Davide Livermore.

Shakespeare fu per Verdi un costante interesse letterario: il Maestro tentò, per esempio,  di mettere in scena il Re Lear, senza mai riuscirci.

Era comunque inevitabile che da tanto amore nascessero opere sulla base di scritti dell’autore inglese e questo avvenne per la prima volta quando il Macbeth venne scelto per la stagione di carnevale – quaresima 1847  del teatro La Pergola di Firenze.

Verdi si procurò anzitutto le voci necessarie, assicurandosi cantanti adeguati per i ruoli principali, il che ci fa capire che iniziò avendo ben in mente il carattere da dare alla sua opera.

Aiutato da Maffei, intellettuale milanese appassionato di poesia e di musica, pensò ad un’opera dai colori scuri, tragica e grandiosa, per la quale voleva un libretto molto sobrio, con poche parole (questo “poche parole” ricorre molte volte nelle lettere a Francesco Maria Piave, il librettista cui l’opera venne affidata e il cui lavoro venne continuamente modificato da Verdi e Maffei al punto che il nome di Piave non comparve sul frontespizio del libretto).

Verdi curò con cura maniacale anche la resa scenica e quella delle voci. Le sue lettere danno istruzioni molto precise su come eseguire le parti: tanti “sottovoce”, tanti “pianissimo” sottolineati, soprattutto l’estrema attenzione a rendere bene l’atmosfera del dramma: ”Non cesserò mai di raccomandarti di studiare bene  la posizione e le parole: la musica viene da sè” scrive al baritono Varesi, il primo Macbeth.

Insomma, Verdi scrive, non a torto: “Questa tragedia è una delle più grandi creazioni umane”. La parola cantata deve rappresentarla al meglio, senza sovrapporsi ad essa, ma esaltandola con l’arte musicale.

Soprattutto in alcune scene di grande effetto (il sonnambulismo, o la lettera letta da Lady Macbeth) il cantante deve essere attento e rispettoso, come lo è la musica del compositore, senza mai sovrapporre la propria interpretazione alla forza del testo. Scrive Verdi:

“Avverti che i pezzi principali dell’opera sono due: il duetto tra Lady e il marito ed il Sonnambulismo…e questi pezzi non si devono assolutamente cantare: bisogna agirli e declamarli con una voce ben cupa e velata: senza di ciò non vi può essere effetto. L’orchestra colle sordine.”

I principali protagonisti.

Lady Macbeth. È la autentica protagonista. Donna forte e fragile nel contempo, che spinge il marito alle azioni che lo portano al potere. Deve essere un soprano drammatico di agilità, cioè capace di  eseguire  con grande  attenzione note difficili, con una estensione vocale notevole. Verdi non voleva che la voce fosse troppo limpida e gradevole. il personaggio deve risultare “demoniaco”.

Macbeth: baritono robusto, deve essere molto  attento alla parola, come si è letto più sopra nelle indicazioni del maestro al primo esecutore.

Le streghe: Verdi ha voluto un gruppo numeroso di streghe, al posto delle tre previste da Shakespeare. La loro musica alterna momenti grotteschi ad altri tragici, rappresentando il fato.

Trama.

Primo atto.

Dopo un preludio, l’introduzione all’opera vede apparire le streghe, che  faranno una profezia a Macbeth e Banco, tornati dopo una vittoria militare (dal punto di vista musicale, un incedere veloce, con uno schema di note a tre, tre volte ripetuto, che caratterizza le streghe): Macbeth sarà signore di Glamis e Cadwor e  re di Scozia, mentre i discendenti di Banco regneranno a loro volta. Poco dopo un messaggero annuncia che la prima parte  della profezia si avvera: Macbeth è stato proclamato signore di Cadwor da Duncano, sovrano regnante in Scozia (breve brano di Macbeth “ Due vaticinii…” in duetto con Banco)

Mentre al castello si attende la venuta del sovrano, Lady Macbeth

 (che entra in scena leggendo una lettera Nel dí della vittoria”-“Vieni t’affretta”)  incita il marito a preparare l’omicidio del re, il che avviene nella notte ( “ Sappia la sposa mia – mi si affaccia un pugnal” e duetto con Lady Macbeth).

Coro finale dell’ atto, alla scoperta della morte del re (“Schiudi, Inferno…”).

Secondo atto

Il figlio di Duncano, Malcom, viene incolpato del delitto e deve fuggire.

Lady Macbeth ( che qui canta uno dei brani migliori dell’opera, introdotto nel rifacimento del 1865, La luce langue…” che ha una nota molto alta, un re bemolle sovracuto da eseguire con un difficile pianissimo) convince il marito, ormai re di Scozia,  ad uccidere Banco e soprattutto il figlio dello stesso, Fleanzio, per evitare che si avveri la seconda parte della profezia.

 L’omicidio di Banco, affidato a sicari,  riesce, mentre il figlio sfugge alla morte…Durante un banchetto, nonostante il tentativo di Lady di mettere allegria tra i commensali

 (“ Si colmi il calice…”) l’ombra di Banco appare a Macbeth, terrorizzandolo.

Atto terzo

Macbeth, per placare la propria inquietudine, torna ad interrogare le streghe. La nuova profezia è di difficile comprensione: Macbeth  resterà signore della Scozia finchè non muoverà contro di lui la foresta di Birman: nessun “nato da donna” potrà fargli del male. Banco continua però ad avere visioni di Banco e dei re suoi discendenti che regneranno. (“Fuggi, regal fantasma”).

Dopo un coro di spiriti (“Ondine e Silfidi”), che intrecciano una danza, Lady Macbeth continua nella sua opera malvagia, invitando Macbeth ad uccidere moglie e figli del nobile Macduff, che sta organizzando una spedizione  contro Macbeth, insieme a Malcom.

Atto quarto

Si apre con il coro (Patria oppressa) cui segue un addolorato intervento di Macduff (“Ah, la paterna mano…”). L’esercito ribelle arriva segretamente  e i soldati, per non essere scorti, raccolgono rami di albero della foresta di Birman per avanzare mimetizzati. L’impressione è che si avveri la profezia, con la foresta di Birman che avanza contro Macbeth.

 Lady Macbeth nel sonno è sopraffatta da rimorsi e angoscia e muore nel delirio (scena del sonnambulismo “Una macchia è qui tuttora”)

Macbeth fronteggia in duello Macduff, l’uomo nato con un parto cesareo ( e quindi in un certo senso  “non da donna”, perché  “nato non son; strappato fui dal sen materno”) e ne viene ucciso.