Il muro della gentilezza genera solidarietà

La Redazione

10 tonnellate di indumenti, 4000 mascherine chirurgiche, 60 letti e materassi, 400 sacchi a pelo e coperte invernali, centinaia di giochi per bambini, 13mila libri, 200 confezioni di pannolini, 26 passeggini, stampelle e carrozzine per anziani, biciclette, strumenti musicali, biancheria per la casa, posate e stoviglie.

Sono gli incredibili numeri del progetto “Il Muro della gentilezza” , (di cui abbiamo scritto qui) avviato un anno fa a Milano in via Luigi Nono 7 (zona cimitero Monumentale). 

La maggior parte di quello che viene raccolto è distribuito alle associazioni che si occupano dell’aiuto e supporto delle fasce più deboli della popolazione :Humanitas, Opera San Francesco, Humana, Cascina Biblioteca e il Comitato case popolari Molise/Calvairate.   

L’esterno del muro della gentilezza di Via Nono 7 a Milano

Il resto rimane presso la sede del muro della gentilezza che è sempre aperto e attivo dal lunedì al venerdì, tra le 10.30 e le 19.30.  Chiunque  può lasciare e ritirare indumenti o oggetti direttamente dai ganci disposti lungo la parete.  

La segretaria di Nuovo Rinascimento, Mariangela Vitale, il collettivo di giovani volontari che organizza e gestisce le attività culturali e solidali all’interno della struttura, ha dichiarato: “Non abbiamo mai dovuto lanciare un appello o un invito a dare una mano, manifestazione del fatto che Milano ha un cuore immenso”. E ha aggiunto: “inizialmente erano gli emarginati che facevano uso degli indumenti che arrivavano all’associazione di via Nono. Con l’arrivo del Covid sempre più famiglie da Milano e hinterland hanno iniziato a fare la fila per chiedere aiuto”. 

Questa iniziativa, secondo la Tv inglese BBC, sarebbe iniziata nel 2015 nella città iraniana di Mashhad quando qualcuno avrebbe piantato dei chiodi in un muro e attaccato degli indumenti. Aggiungendo un biglietto con su scritto: “Se non ne hai bisogno, lascialo. Se ti serve, prendilo”. 

Comunque sia, la lodevole trovata ha preso piede in molte città del mondo, a riprova che anche momenti difficili come quello dell’attuale pandemia, riescono a generare una grande solidarietà.