Il primo giorno di scuola

di Marco Riboldi

Ed eccoci qui.

Superate le fatiche della campagna elettorale, smaltito il doppio stress dell’attesa dei risultati, alla fine è arrivato il momento dell’entrata in scena. Accanto a Sindaco e 9 Assessori, 32 sopravvissuti dei più di 500 candidati sbarcano nell’aula del Consiglio Comunale per la prima seduta.

L’atmosfera è quella delle occasioni speciali: abito curato, signore fresche di parrucchiere, emozione dei neofiti, nonchalance chissà quanto vera dei più esperti.

Per l’occasione gli uomini hanno meno difficoltà: giacca e cravatta e la questione è finita, le signore devono lavorarci di più.

(Nota 1: ho indossato la cravatta l’ultima volta quando ho accompagnato mia figlia all’altare, ma oggi… dai l’istituzione merita rispetto!).

Intorno, una volta tanto, cittadini che vogliono vedere l’inizio della nuova amministrazione.

In fondo alla sala i giornalisti stanno già scrivendo: scommetto che non pochi useranno la metafora de “il primo giorno di scuola”. Ma come dar loro torto? In effetti l’atmosfera è quella.

(Nota 2: io sono un ripetente. Mi  chiedo se tornare dopo 10 anni di non candidatura sia emozionante: francamente mi sento contento).

Attenzione: arrivano i fotografi.

Uno per uno verremo ritratti e bisogna prestare attenzione: caschi il mondo, questa fotografia sarà quella utilizzata per i prossimi 5 anni.

La notizia preoccupa soprattutto le signore, decisamente meno noi, uomini diversamente giovani, che dopo anni passati a dire che siamo poco fotogenici  abbiamo raggiunto la serena consapevolezza che invece la questione è che siamo proprio così come si vede in foto.

I sorrisi si sprecano, anche da parte di chi ha giocato nella squadra sconfitta: in fondo comunque arrivare qui  è già una soddisfazione.

Il clima, lo so, presto cambierà, e molto: ci saranno serate noiose e momenti incandescenti, tempi soddisfacenti e altri in cui non si vedrà l’ora di tornare a casa.

(nota 3: come si dice: “Hai voluto la bicicletta? Adesso pedala”)

L’aula del Consiglio non è bellissima: i consiglieri non si vedono reciprocamente in faccia, ma sono tutti rivolti verso i banchi della Giunta; tradizionalmente i consiglieri di maggioranza siedono nei banchi delle prime file, quelli della opposizione più indietro.

Inno nazionale e si comincia, sotto la presidenza del consigliere più votato, che è Pietro Zonca.

Oggi è giornata di adempimenti, tra cui l’elezione del Presidente e dell’ufficio di presidenza.

Abbiamo una Presidente donna (Cherubina Bertola), presentata a nome della maggioranza da un’altra donna (Ilaria Guffanti): non dovrebbe stupire, ma fa  ancora notizia.

Bel discorso, che richiama ai nostri doveri in modo semplice, ma preciso e profondo.

Arriva poi il momento del Sindaco: giuramento (solenne) e presentazione degli assessori.

Veloce saluto e ringraziamento del Sindaco Pilotto ai cittadini, ai consiglieri e agli assessori, al personale del Comune.

Il discorso è breve ma non banale e richiama al valore dell’impegno comune e ai legami tra cittadini di Monza e Brianza.

Qualche piccolo errore formale nel testo delle delibere impone una breve sospensione per correggere: poco male, ci dà modo di alzarci per qualche minuto e salutare colleghi e cittadini.

Tornati in aula si va verso la fine. Elezioni previste dalla legge (commissione elettorale e ufficio di presidenza) vengono svolte velocemente.

Ecco è finita.

Ah, no: è appena cominciata.

Se oggi è il primo giorno di scuola, dobbiamo metterci a lavorare sodo: tra cinque anni gli elettori dovranno promuoverci, all’esame di maturità del voto.