di Fabrizio Annaro
Chi ha partecipato al convegno “Imprese Coraggiose”, promosso dalla Cooperativa La Meridiana in collaborazione con Assolombarda e dedicato alla responsabilità sociale dell’impresa, torna a casa pieno di stupore e trova una spiegazione del perché l’industria italiana sia così importante a livello mondiale, tanto che la nostra economia fa parte dei grandi del pianeta.
Sono state le “confessioni” degli imprenditori a rendere questo convegno un incontro “speciale”. Gli imprenditori hanno raccontato che cosa significa per loro essere … imprenditori. È nel loro DNA coltivare quella grande passione che si concretizza in costante dono di sè stessi. Un dono, una passione che serve per raggiungere obiettivi sia economici, sia umani.

La missione dell’imprenditore
La responsabilità sociale dell’impresa, oltre che migliorare il benessere complessivo della comunità e della stessa impresa, genera valore. Valore non solo economico, ma anche morale, umano. Per chi lavora in una impresa profit, l’incontro con chi opera nel mondo della cura o a favore di chi è svantaggiato, è una grande e bella rivelazione. Cambia la tua prospettiva, il tuo modo di pensare. E’ un fonte di “arricchimento” personale oltre che umano.
La Sostenibilità con la esse maiuscola
La parola più importante che ritroviamo in tutti gli interventi è stata: Sostenibilità. Una sostenibilità spesso ostacolata da una irridente e assurda burocrazia. Una sostenibilità, però, favorita dalla competitività perché tutti all’unisono hanno affermato che investire sul fotovoltaico, sulle energie rinnovabili è più conveniente rispetto alla tradizionale energia basata sugli idrocarburi.
Non si tratta semplicemente di donare risorse finanziarie o di sostenere i progetti proposti dal Terzo Settore, si tratta piuttosto di condividere, partecipare e consigliare, lavorare insieme per promuovere un benessere complessivo.
La sostenibilità, se autentica, archivia la “lotta di classe”
Tutti sono d’accordo nel ritenere che l’incontro con la Cooperativa La Meridiana e i suoi progetti rappresenti un incontro “di bellezza”. La sostenibilità, se vissuta e praticata con sincerità e non come un’operazione di marketing, rappresenta quel passaggio che rende obsoleta l’idea di una continua lotta di classe fra poveri e ricchi, fra capitalisti e lavoratori.
Sostenibilità sociale ed ambientale impone un’alleanza fra tutte le persone che concorrono nel lavoro in un’impresa e che guardano con attenzione ai disagi e alle problematiche sociali e che hanno come scopo comune quello di migliorare la qualità della vita di tutti, di tutte le persone.

Nessuno basta a se stesso
Poi è stato il turno di Enzo Manes in dialogo con Francesco Ferrara, responsabile delle attività di sostenibilità di Pwc. Filantropo, imprenditore, Azionista e vicepresidente esecutivo di Kme, società leader in Europa nella produzione di semilavorati in rame, Enzo Manes è anche scrittore. Ha pubblicato un volume dal titolo “Nessuno Basta a se stesso”. Un titolo che dice tanto e forse svela il perché l’impresa, sia profit sia NON profit, abbia bisogno di sentirsi parte della comunità, di guardare al bene comune e di agire insieme per il conseguimento degli obiettivi di welfare.
“Nessuno basta a se stesso” è il mantra con cui Enzo Manes ha guidato le sue imprese, i suoi progetti. Fra tutti spicca la Fondazione Dynamo Camp, un contenitore di tanti progetti e servizi in favore di chi non ha trovato fortuna nella vita.

Non esiste il merito, solo la fortuna
“Se siamo riusciti a fare tanto – afferma Enzo Manes – non è perchè siamo bravi, ma fortunati! Chi è fortunato è chiamato a condividre questa fortuna con i più sfortunati… L’Italia non è un paese generoso: sono “solo” 10 miliardi di euro le risorse annue destinate dagl italiani al capitolo donazioni. Una cifra che rispetto al PIL rapprsenta un’inezia ed è molto al di sotto degli standard occidentali.”
Una tassa che è non una tassa, ma un dono
Manes chiude il suo intervento lanciando una proposta: “forzare” il dono per chi detiene patrimoni sopra i 500 mila euro. Fare in modo che l’1×1000 di questi patrimoni (cioè 500 euro) siano devoluti a scelta a sostegno di un progetto del Terzo Settore.
Un Paese nato per dono: un esempio concreto di CSR
In conclusione Roberto Mauri Presidente della Cooperativa La Meridiana, ha ricordato alcuni progetti della cooperativa come Il Paese Ritrovato, il villaggio che ospita persone con Alzheimer, nato grazie al sostegno della Comunità e delle imprese del territorio i quali hanno donato le risorse necessarie alla realizzazione del progetto.

Il messaggio di Mario Baroni
Infine Rita Liprino, responsabile della Raccolta Fondi, dopo i ringraziamenti ha letto il messaggio di Mario Baroni, ospite della RSD San Pietro e affetto da SLA. Un sentimento di unanime ammirazione e di solidarietà è sorto da tutti i presenti.
“Cari amici e imprenditori, vi ringrazio per la vostra preziosa partecipazione, segno di grande sensibilità e lungimiranza. Le patologie neurologiche possono coinvolgere chiunque ed in ogni stadio della esistenza. La Meridiana offre un insostituibile supporto agli ospiti e alle loro famiglie. Tengo sottolineare la parola ospiti perché come tali ci si prende cura di noi, non come pazienti, prendendo in carico non solo l’aspetto sanitario ma tutte le esigenze della persona nel suo complesso, come la socialità e l’aspetto ricreativo; attività di primaria importanza al pari dell’ambito medico per permettere una vita particolare, ma comunque degna di essere vissuta. Se questo vale per le patologie, assume ancora maggior valore per il fronte geriatrico, fase della esistenza a cui nessuno si può biologicamente sottrarre. Ringraziandovi ancora per aver accettato l’invito, sottraendo tempo alle vostre attività, spero nel contempo che questo incontro possa essere da stimolo, perché le esperienze e gli argomenti affrontati vengano replicati per sostenere concretamente chi si prende l’ impegnativo onere di assitere noi e nostri cari.”

