La forza del dialogo al Teatro Manzoni

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dobbiamo-parlare

di Mattia Gelosa

Bel successo per la prima serata di “Provando…Dobbiamo Parlare”, commedia all’italiana tutta litigi e sentimenti ben scritta da Sergio Rubini, Carla Cavalluzzi e Diego de Silva.

L’opera ricalca perfettamente l’omonimo film, sempre di Rubini e con cast quasi invariato, uscito a novembre 2015 al cinema. L’idea, infatti, è che si stia facendo una prova generale di recitazione che serva poi per il momento delle riprese sul set.

Due giovani intellettuali di sinistra, Sergio Rubini e Michela Cescon, stanno uscendo per una cena di lavoro con l’editore di lui, scrittore in cerca del grande successo. Durante i preparativi, però, irrompe la loro amica Costanza (di nome e non di fatto), furibonda col marito poiché ha scoperto che questi, illustre chirurgo della Roma bene, ha una relazione con una giovane collega.

I due tentano di placare l’amica, Isabella Ragonese, e di farla riflettere finché non irrompe nella loro casa anche il “prof”, suo marito, il mattatore Fabrizio Bentivoglio.

Ora il gioco diventa a quattro, con i giovani che tentano di far ragionare i più grandi e a costringerli a dirsi le cose in faccia.

Ne uscirà un confronto fra la destra e la sinistra, sul pensiero dei giovani contro i meno giovani, sul prevalere della stabilità economica o dei sentimenti in una relazione.

Il bello, inoltre, è che nel cercare di salvare i due ricchi litiganti, finiranno per scontrarsi anche i poveri innamoratissimi giovani.

Le coppie sono antitetiche e definite in modo netto: Bentivoglio ha la parte più comica, quella di un narcisista e spocchioso professore, tanto bravo nel lavoro quanto di sconcertante pochezza nel suo pensare e nell’eloquio dal romanesco calcato; Rubini appare come una sorta di Woody Allen, magro e mentalmente contorto nei discorsi, ma sempre alla continua ricerca di aplomb e pacatezza anziché dalla caratteristica parlantina nevrotica del celebre regista americano; le due donne, invece, sono una giovane sognatrice piena di paure assurde (fra cui quella degli animali) e una donna di mezza età avida e in cerca solo di comodità economica e con il bisogno di attenzioni.

Il dramma parte piano, poi cresce e sfocia in un finale turbinante e ricco di colpi di scena.

A spezzare la frenesia degli uomini, che si complicano l’esistenza con bugie ed evitando di parlarsi, dei “monologhi” del pesciolino rosso di casa, che parla lamentando la sua solitudine e l’impossibilità di parlare.

Il dialogo è tutto, in quest’opera, come si evince dal titolo: il mancato dialogo è la causa dei problemi delle coppie, ma quando sfociano i litigi viceversa si finisce col dire più di ciò che si pensa e quindi ci si imprigiona in un duello alla distruzione dell’altro che non può che far male a tutti. Le menzogne, però, non sono solo fra fidanzati e mariti, ma anche fra gli amici stessi e il dialogo serve anche a ridefinire i rapporti fra di loro.

Nella casa di Sergio Rubini, così, quattro persone chiariscono le loro relazioni fra di loro e si scrollano di dosso le maschere che avevano indossato. Una volta scoperta tutta la verità, avrà davvero senso rimanere amici o compagni di vita?

La risposta, ovviamente, non ve la diamo, perché il nostro invito è a recarsi a teatro per assistere a questo spettacolo divertentissimo, intenso, con un cast di primo livello che non soffre alcun calo nemmeno alla fine delle oltre due ore tirate di show.

 

 

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