A Lodi torna “Fotografia Etica”

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Grande fotografia per raccontare l’attualità attraverso percorsi diversi e originali, con l’obiettivo dichiarato di voler “creare un circuito virtuoso in grado di permettere alla fotografia di arrivare al pubblico e parlare alle coscienze.

Per questo al Festival della Fotografia Etica è riconosciuto, nel ricco panorama europeo dei grandi festival di fotografia, un posto tutto speciale, unico nel continente.

Foto di Simon Giullemin

L’ottava edizione della rassegna internazionale, a Lodi dal 7 al 29 ottobre prossimi, sarà “speciale” anticipano Alberto Prina e Aldo Mendichi che con il Gruppo Fotografico Progetto Immagine, organizzano la manifestazione.

“Il Festival – annunciano – comincia a godere appieno dei frutti del prestigio internazionale che si è conquistato nelle sette precedenti edizioni e il livello delle proposte quest’anno è ancora più elevato”.

Foto di Fausto Podavini

Lo conferma – tra i diversi indicatori – il numero e la qualità mai prima raggiunte delle opere concorrenti al World Report Award 2017: ben 772 le candidature da fotografi di 51 nazionalità differenti, in rappresentanza di tutti i continenti.

Una delle sezioni, tra le più attese dal pubblico che affolla i 4 fine settimana di ottobre in cui si incentra il Festival, è  ufficiale. Si tratta dello Spazio ONG 2017, la sezione che vede organizzazioni non governative di tutto il mondo, impegnate nel sociale, raccontare – con il mezzo della fotografia – al pubblico del Festival le proprie esperienze sul campo.
La mission del Festival è di far emergere situazioni e realtà emblematiche, originali anche se non necessariamente sulla bocca di tutti.

Foto di Simon Guillemin

La scelta quest’anno è caduta su cinque situazioni davvero straordinarie. La prima è proposta da APOPO, un’organizzazione non-profit internazionale che addestra roditori africani di grandi dimensioni (denominati simpaticamente HeroRATS, ratti eroi) con lo scopo di salvare vite umane, rilevando mine anti-uomo e la tubercolosi in paesi che presentano una situazione economica complessa. Il reportage sull’utilizzo degli HeroRats è stato realizzato in Cambogia da Simon Guillemin.
I terribili effetti del water grabbing , o “accaparramento dell’acqua”, che condanna alla peggiore carestia comunità locali o intere nazioni, sono documentati da COSPE onlus in un’iniziativa di European Journalism Center, IDR Grant, CAP Holding, Fondazione LIDA con COSPE Onlus e patrocinato da WWF Italia.
Water grabbing è un progetto curato da Emanuele Bompan e Marirosa Iannelli, con le immagini di Fausto Podavini, Gianluca Cecere, Thomas Cristofoletti e gli interventi di Riccardo Pravettoni e Federica Fragapane.
Federica Troisi e Giovanni Lindo Ferretti ci donano – nel Progetto “ILT – Illumina le Tenebre”, proposto dall’associazione Amici di Dečani – un compendio d’immagini, parole e musica che raffigura con forza l’enclave del terzo millennio, dove l’Europa smarrisce il senso della propria esistenza sprofondando in un baratro che conduce all’oscurità. Protagonisti i serbi che, nel Kossovo, trovano riferimento nel Monastero di Visoki Dečani, patrimonio dell’umanità dell’Unesco.
Già le proposte di questa sezione – una delle cinque del Festival – sono indicative di una edizione “potente”. Che, per la qualità delle mostre, si connoterà per il livello degli incontri, workshop, letture portfolio, presentazioni di libri e per le visite guidate proposte dalla attivissima Sezione Educazione.
Per quattro settimane densissime di proposte, di grande fotografia e soprattutto di straordinaria umanità. A Lodi, dal 7 al 29 ottobre.



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