di Francesca Radaelli
Promuovere la collaborazione a tutti i livelli e il principio di sussidiarietà per rispondere alle sfide dell’amministrazione della città. E’ la via tracciata dal sindaco di Monza Paolo Pilotto nel corso dell’incontro organizzato lo scorso 19 maggio dal gruppo Monza Ambiente e Solidarietà, in collaborazione con Il Dialogo di Monza, il Gruppo Granis e la web radio YoungRadio, presso la biblioteca del Carrobiolo.
Durante la serata, moderata dai giornalisti Alfredo Somoza e Fabrizio Annaro, il sindaco ha risposto alle domande poste da giornalisti e cittadini in merito alle politiche attuali e agli scenari futuri che riguardano la mobilità, il supporto alle fragilità di giovani, anziani e stranieri, la sicurezza e la questione abitativa nella città di Monza.

Mobilità: MM5 più vicina?
Si parte dal tema della mobilità e dal progetto di prolungamento di M5 a Monza. Un progetto di cui si parla da decenni ma che ora sembra avere tutte le carte in regola per prendere finalmente avvio. Pilotto sottolinea la necessità, perseguita in questi anni dall’amministrazione monzese, di interloquire costantemente e agire di concerto con tutte le istituzioni coinvolte nel progetto – oltre agli altri Comuni interessati, anche Regione Lombardia, Ministero dei Trasporti e Ministero delle Finanze – per affrontare le problematiche emerse negli ultimi anni, in particolare quella degli extracosti rispetto al progetto iniziale.
Ottenuto proprio qualche giorno fa lo stanziamento di fondi necessario dal Governo, l’auspicio è ora che il bando di gara d’appalto possa essere pubblicato entro il 30 giugno. Sarà relativo a un lotto unico per tutte le 11 fermate che compongono il prolungamento, di cui 7 nel territorio di Monza. Secondo le stime diffuse in un comunicato del Comune di Monza, la nuova infrastruttura potrà accogliere circa 70.000 passeggeri al giorno e togliere 30.000 veicoli dalle strade, collegando due province che contano 4,5 milioni di abitanti.
Mobilità cittadina: autobus e parcheggi
Rispetto invece alla mobilità quotidiana interna alla città e ai collegamenti con il territorio brianzolo, il sindaco si sofferma sulle richieste avanzate dal Comune di Monza all’agenzia TPL, in vista del prossimo bando per il trasporto pubblico locale, previsto tra un anno circa. “Abbiamo chiesto di estendere gli orari delle corse serali urbane almeno fino alle 22, di aumentare le frequenze, garantendo una media di 20 minuti tra una corsa e l’altra, e di garantire la possibilità di utilizzare il trasporto pubblico anche nei giorni festivi”.
Per quanto riguarda l’estensione dei parcheggi a pagamento, il sindaco rivendica il criterio della rotazione delle auto nelle zone del centro, in linea con le politiche attuate anche in altre città. Per chi giunge in città dal territorio limitrofo l’idea è quella di implementare soluzioni come quella attuata a Porta Monza, all’ingresso di viale Cavriga: un parcheggio di 1200 posti con tariffe a bassi costi e abbonamenti settimanali, collegato con il centro città attraverso un autobus della linea Monza-Carate di Autoguidovie. Un collegamento che, ipotizza il sindaco, potrebbe diventare gratuito per chi paga il parcheggio, attraverso una navetta o una convenzione con il trasporto pubblico.
Istruzione e integrazione
Sollecitato sul tema dell’istruzione agli stranieri e dell’integrazione, in particolare rispetto al CPIA- Centro Provinciale Istruzione Adulti, il sindaco sottolinea la complessità del trovare una sede organica per il CPIA di Monza, prospettando l’idea di promuovere un’operazione di affitto e sottolineando la necessità, che il Comune ha avuto, di stanziare risorse ingenti nello smantellamento e bonifica di edifici scolastici in cemento e amianto come la scuola Bellani. “Stiamo spendendo circa 40 milioni sull’istruzione. Il tema è individuare le priorità e poi intervenire sulle altre situazioni”.
Rispetto alle politiche di mediazione e integrazione, il sindaco afferma che il Comune investe circa 50mila euro all’anno nella mediazione culturale in classe, in 11 scuole primarie, 11 secondarie di primo grado e 3 secondarie di secondo grado. “Continua inoltre l’esperienza del Centro Risorse Educative Interculturali, da 25 anni presso la scuola Anzani: non solo una biblioteca ma un luogo di rielaborazione. Il tema degli stranieri è complesso”, sottolinea il sindaco, “ma una comunità che voglia vivere in pace e garantire la propria sicurezza non può pensare solo al presidio ma deve anche investire su ciò che può unire: conoscere la lingua, comprendere la cultura, frequentare una scuola, avere la possibilità di fare sport insieme sono le precondizioni che rendono possibile la pace”.
La popolazione anziana
Sul tema dell’inclusione degli anziani che vivono situazioni di inattività, Paolo Pilotto cita alcune iniziative attivate in città, come il progetto Monza V.I.C.I.N.A. , dedicato agli abitanti dei servizi abitativi pubblici, in gran parte anziani: un servizio itinerante composto da un “ufficio mobile” dedicato alle attività sociali, di ascolto, mediazione e orientamento ai servizi, e un mezzo attrezzato per piccole riparazioni negli alloggi e negli spazi comuni.
“Importante è anche il rapporto con le associazioni, che spesso chiedono al Comune forme di collaborazione: i centri civici sono aperti ai bisogni di convivialità degli anziani. Altre collaborazioni, come quella con Auser, permettono di venire incontro ai bisogni sanitari, per esempio con attività di screening”. E, pensando all’inverno demografico e agli spazi cittadini: “Molti sindaci chiudono le scuole e vendono gli edifici. Eppure come luoghi di comunità proprio le scuole si candidano a essere luoghi di risposta al bisogno di relazione umana e di incontro tra anziani: a fronte dell’innalzamento dell’età media e della modifica dei bisogni, dobbiamo pensare a nuovi luoghi civici da destinare alla convivialità fra anziani”.
Il disagio giovanile
In giorni in cui, per via del processo appena concluso, si è tornati a parlare dell’aggressione del giovane Davide Colonna a Milano da parte di alcuni ragazzi monzesi, emerge il tema del disagio giovanile. “I giovani altro non sono che lo specchio della comunità adulta. Colgono le nostre contraddizioni e sanno riprodurle in modo sorprendente”, precisa il sindaco.
E in merito alle modalità di affrontare le problematiche giovanili, individua la strada nel principio di sussidiarietà: “La collaborazione con gli enti che già si occupano dei giovani è alla base della maggior parte dei progetti che abbiamo messo in campo, come per esempio Giovani Protagonisti, Westival, Presi bene, Sguardi. In tutti questi casi ci siamo mossi insieme ad altri soggetti, comprese le associazioni giovanili. Il Comune può fare molto a condizione che riconosca di non essere l’unico attore protagonista: il lavoro di contenuto può essere fatto solo condividendo azioni e responsabilità, affiancandosi alle associazioni, le parrocchie, le consulte di quartiere. Proprio la co-progettazione è oggi uno strumento importantissimo per la pubblica amministrazione”.
Rispetto alla sicurezza di notte, che riguarda non solo i giovanissimi, vale lo stesso principio di collaborazione con Prefettura, Questura e Forze dell’Ordine. Tra le misure a cui si sta lavorando c’è la modulazione degli orari notturni degli esercizi commerciali in alcune zone della città. “Vigilanza e presidio sono una necessità non di destra, di sinistra o di centro, ma sono una necessità trasversale, umana”. In vista dell’estate, e della necessità di presidiare le notti, il sindaco annuncia inoltre una campagna di comunicazione e un’azione di rinforzo attraverso la Polizia locale.
Il problema della casa
Rispetto al problema della casa, e alla difficoltà di rispondere ai bisogni di tutte le famiglie che si trovano in difficoltà abitativa, il sindaco delinea innanzi tutto la complessità della questione. Il Comune ogni anno riesce a sistemare e mettere a disposizione una trentina di appartamenti a fronte di 200 domande di aventi diritto. Ce ne sarebbero di più, in gestione al Comune e all’Aler, ma le risorse economiche non bastano per metterli a norma tutti. Inoltre, alle case di edilizia residenziale pubblica oggi fanno sempre più richiesta persone che hanno redditi, ma non sufficienti a chiudere il mese: “cambia il tipo di richiesta di fronte a un mercato che esplode sempre più verso l’alto”.
Una strada che il Comune ha iniziato a percorrere è quella dell’edilizia convenzionata, sia per l’affitto che per la vendita: “All’operatore che accetta di fare edilizia convenzionata si offrono vantaggi economici. Abbiamo fatto il nuovo regolamento per l’accesso alla casa in convenzione e abbiamo iniziato a contrattare con gli operatori. Un bando è già uscito: a settembre saranno consegnati 19 appartamenti in edilizia convenzionata. Partiranno poi a seguire altri bandi per un totale di più di 100 appartamenti. Nella bozza del nuovo PGT abbiamo inserito l’edilizia convenzionata come un obbligo fisso per chi costruisce, in proporzione ai metri quadri”. Un’altra azione citata dal sindaco è poi il tentativo di metter in comunicazione la domanda e l’offerta, ridando fiato all’agenzia per l’abitare per cercare di sostenere il proprietario che accetta di muoversi dentro canoni d’affitto concordati.
L’invito al dialogo
Insomma, la risposta alle domande sulle questioni che coinvolgono la città non è mai semplice. Dalle parole del sindaco emerge senz’altro un quadro di grande complessità che il primo cittadino e la sua giunta sono chiamati ad amministrare. Ma anche, dall’altra parte, la possibilità di individuare delle direzioni di lavoro da percorrere, meglio se in collaborazione con altri attori. Ascoltando le parole di Paolo Pilotto sembra che sia proprio la capacità di collaborare, dialogare e lavorare insieme a poter permettere a Monza di diventare una città migliore. E l’invito finale che il sindaco rivolge ai presenti, ma anche a tutti i cittadini di Monza, è proprio un invito all’ascolto reciproco, anche tra cittadini e istituzioni.
Qui la registrazione dell’incontro: Il sindaco di Monza in dialogo con i giornalisti

