Monza: nasce Agriparco HUB

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di Fabrizio Annaro

Una vigna in città: nasce Agriparco HUB, centro polifunzionale della Fondazione Tavecchio. Ristorazione, wine school, didattica, formazione e lavoro i pilastri dell’inclusione a ogni livello di abilità.

In un area agricola di oltre 3.000 mq., dove ci sono una vigna, un frutteto, un’area dedicata agli orti, sorgerà Monza Agriparco Hub, il nuovo centro polifunzionale della Fondazione Alessio Tavecchio, dal 1998 impegnata in attività assistenziali verso persone anziane e disabili e iniziative di sensibilizzazione all’inclusione attraverso la valutazione del limite come opportunità di crescita per scoprire i propri talenti. Proprio per l’impegno in favore delle persone fragili, il fondatore e presidente Alessio Tavecchio è stato recentemente nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica.

Una vigna in città: nell’area dove sorgerà Agriparco HUB troviamo una vigna. Con l’uva si produce un barbera tutto brianzolo.

Didattica e lavoro inclusivi saranno i due pilastri del progetto, che darà vita a laboratori enogastronomici e a un ristorante solidale in cui anche persone con disabilità e fragilità potranno lavorare in cucina e in sala, per consolidare quanto appreso in competenze professionali. Un capitale di esperienza che apre le porte a indipendenza e inclusione sociale, oltre ogni stereotipo. Complessivamente, il ristorante impiegherà dieci tra ragazzi e ragazze con varie fragilità.

A fianco della Vigna, gli orti “sopraelevati”. Serviranno per l’orto didattico e per consentire alle persone con disabilità di dedicarsi alla coltivazione di ortaggi.

Il centro polifunzionale intende rivolgersi altresì al mondo corporate business, per organizzare eventi, convention e team building al fine di sensibilizzare e promuovere la diversity inclusion grazie ad un’ampia area dedicata agli eventi e alla didattica.

Dalla produzione di pasta e lievitati a quella di conserve, confetture e piatti pronti, i laboratori saranno sede di alta formazione culinaria, accessibile a persone con ogni livello di abilità. Saranno organizzate classi integrate con studenti di istituti alberghieri.

Il frutteto

«Crediamo fortemente che formazione e lavoro siano strumenti indispensabili per l’indipendenza e la realizzazione personale di tutti, comprese le persone con disabilità e fragilità – spiega Alessio Tavecchio, – l’Agriparco Hub è parte di un impegno più ampio che mira a stimolare le persone verso il superamento di condizioni di svantaggio e marginalità, promuovendo una cultura dell’inclusione in cui la diversità di ogni tipo non sia più un limite, ma un valore».

Alessio Tavecchio: oltre che favorire l’inclusione sociale, l’Agriparco HUB è stato progettato in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite

I lavori di costruzione dell’AgriparcoHub inizieranno a settembre 2021, con l’obiettivo di inaugurare ufficialmente la struttura nel 2022. Per sostenerne l’apertura è stata lanciata una campagna di raccolta fondi.

Ecco come apparirà alla fine dei lavori la struttura di Agriparco

Oltre all’inclusione di persone svantaggiate, il progetto promuove sul territorio la valorizzazione delle risorse naturali e la cultura della sostenibilità. Saranno impiegate tecniche di coltivazione rispettose del territorio, e incentivata la filiera corta in modo da avvicinare la comunità a un’alimentazione più sana e consapevole.

Dall’orto e dal vigneto proverranno infatti le materie prime per le lavorazioni dei laboratori, da servire in tavola al ristorante nel segno di una cucina a km zero e sostenibile per l’ambiente. Un circolo virtuoso che valorizza le persone, il lavoro e i prodotti della terra, in linea con gli obiettivi ed i valori che si ispirano all’Agenda 2030 dell’ONU, per lo sviluppo sostenibile e sociale del pianeta.

Per maggior informazioni: https://www.agriparcohub.org/

Ecco il team della Fondazione Alessio Tavecchio. Foto di Irene Cerri

Alessio Tavecchio, il ragazzo che visse due volte

Alessio Tavecchio ha una storia incredibile. Ho conosciuto Alessio nel 2013 durante un incontro con alcuni studenti rimasti affascinati dalla sua esperienza.  

“Alessio Tavecchio era un ragazzo come tanti. Poi un giorno un incidente motociclistico… l’appuntamento più importante della mia vita … un angelo di nome Mara mi ha accompagnato oltre i confini del razionale … ho visto e mi sono immerso in una Luce così intensa … la preghiera … le paraolimpiadi di Atlanta… Quello che ho visto in quei giorni (ad Atlanta)  in fatto di deformità, menomazioni e amputazioni è stato a dir poco sconvolgente … ognuno di loro portava la propria croce con una grande, risoluta, ostinata e invidiabile dignità…

 Oggi i giovani hanno paura di non essere accettati, di non sapersi distinguere, di non farcela a sopportare le delusioni e gli abbandoni, di fare brutte figure davanti agli altri e di essere derisi e giudicati dal “branco” …  incontro circa 12.000 studenti ogni anno e in questa missione ho un grande sogno: se dopo un anno di incontri nelle scuole  riuscissi a salvare almeno un ragazzo da un incidente stradale, allora… Siamo vittime di un enorme pensiero negativo che si ingigantisce e si potenzia nel pessimismo generale …  milioni di persone e migliaia di gruppi in tutto il mondo condividono la consapevolezza che il pensiero positivo è dotato di una immensa capacità di guarigione …”

Se vuoi leggere tutta l’intervista vai al link:

Intervista ad Alessio Tavecchio il ragazzo che nacque due volte – Il Dialogo di Monza