Nudi al seggio

di Enzo Biffi

Così all’inizio fu il presidente col piccone, poi venne la canotta padana, il cavaliere gaudente seguito dal giovane rampante e via verso il professore, il capitano forte coi deboli, l’avvocato del popolo, e infine (per ora) il migliore dei forti.

E’ la seconda repubblica bellezza! Fra nani che si auto-dichiarano giganti, cittadini del web e imprenditori del “ghe pensi mi”, mancherebbero solo all’appello cercatori di funghi e domatori di pulci.

E  se provassimo con le donne? e se provassimo coi giovani? Eppure, azzardo, tutto ciò un po’ mi rassicura.

In sintesi: poter votare chiunque è meglio che doverne votare uno solo!

Intendo dire che l’esercizio della democrazia, sebbene male interpretata e imperfetta, è pur sempre meglio delle alternative fin qui sperimentate altrove. Mi si dirà: bella scoperta, meglio un calcio …

Beh, si! Proprio quello intendo. Qualche volta cambiare il punto di osservazione può essere utile a rivalutare lo spazio in cui ci si muove. Quindi che sia proprio questo il sale della democrazia? Accettare un calcio, al posto di…

Uscendo dalla metafora avverto la necessità, complice il momento storico, di difendere il sistema politico valoriale dell’occidente che, sebbene sofferente e da rifondare, garantisce ancora un livello di libertà individuale infinitamente più elevato rispetto ad altri paesi.

Tra l’altro, se anziché gareggiare al disfattismo fossimo un po’ più umili, ammetteremmo per esempio a noi stessi che la politica attuale resta comunque il frutto del nostro impegno prima, e delle nostre scelte elettorali dopo. In questo senso siamo tutti chiamati, ciascuno nel suo ruolo, ad un esame di coscienza.

Piaccia o non piaccia siamo il risultato della nostra maturità politica e della nostra partecipazione nella vita sociale: impegno+cultura = voto

A giudicare dal numero dei non votanti sembra, invece, che non si abbia nemmeno più  voglia di compiere il minimo sforzo che richiede il recarsi al seggio ad esprimere quella che in fondo è solo un’opinione.

Altresì, quelli che lo sforzo lo compiono hanno per lo più il solo intento di indicare il supereroe di turno a cui affidare la salvezza dei propri interessi personali. Si tende ad aspettarsi dalla politica il conferimento ad altri della difesa ad oltranza del proprio interesse. Aspettativa più comoda che democratica.

Si aggiunga, poi, che dalla delega all’eroe di turno, ci si aspetta totale intransigenza e quindi nessuna forma di intesa con altre forze anche se portatrici di pensieri affini.

Ne consegue un impasse complessivo in cui, però, ogni gruppo può ben dirsi soddisfatto, non già di aver ottenuto un risultato, ma di aver impedito il successo dell’altro gruppo, perpetuando l’ego di pochi “capitani” che puntualmente conducono al naufragio la nave di questa “egocrazia” non dichiarata.

Trovare un’intesa e fare sintesi sono concetti sviliti da parole quali: inciucio, laido compromesso, tradimento… Da turarsi il naso a voto maturo.

Eppure, basterebbe pensare quanto questo atteggiamento di pragmatico buonsenso sia la ricchezza del nostro vivere quotidiano– il famoso saper vivere- e davvero non si capisce perché non dovrebbe essere visto come valore da estendere alla collettività democratica.

Certo non si tratta di rinunciare a diffondere, condividere e far crescere i propri convincimenti, ma altresì di dar loro la possibilità di uscire dall’uovo del solo annuncio demagogico.

In sintesi un po’ di partecipazione e di impegno, uniti a una quota di accettazione del compromesso, dovrebbero essere, la prima una premessa fondamentale e la seconda una condizione inevitabile.

Forse occorrerebbe svestirsi tutti quanti di qualche pregiudizio, tornare ad appassionarsi al confronto vero –  tornare alla base – per ritrovare il senso di una collettività che si confronta e persegue l’interesse comune.

Forse dovremmo ritornare tutti al seggio e andarci tutti nudi. Chissà spogliandoci dei nostri vecchi indumenti interessati e ideologici potremmo, rimasti nudi e vulnerabili, generare in noi un senso di appartenenza più compiuto, esteso, addirittura democratico.