Ventottomila persone tra gli orti in riva al Lario

IMG_0129_webÈ passato già un lustro dalla prima edizione di Orticolario, ma questa iniziativa florovivaistica ancora non si è stancata di trasmettere emozioni e fascino, lungo la riva del Lario. Ventottomila i biglietti staccati, per una manifestazione che ogni anno, fa da cornice alla splendida ambientazione di Villa Erba, nota per i meeting socio-politici che vi si svolgono. Orticolario è un’idea nata da un progetto di Alfredo Ratti, il celeberrimo giardiniere delle star, scomparso un anno fa, in un tragico incidente in mare.

Rappresenta un sogno che viene portato avanti dall’amico Moritz Mantero: «Questa edizione non sarà facile da superare – afferma l’ideatore e patron di Orticolario- sono presenti espositori provenienti da tutta Italia». Sono ben 240 le aziende che hanno contribuito all’allestimento di aree interne ed esterne, portando con sé una ventata di colore e di freschezza mediante l’istallazione di piante, fiori, per un unico scopo: un giardinaggio evoluto. Tale, non potrebbe essere senza l’incremento di attrezzi di qualità, di arredamenti, di accessori, tutto volto a rendere interessante e accattivante il proprio giardino.

Gli espositori non hanno potuto dimenticare che tra i cinque sensi doveva avere la meglio l’olfatto, quindi si sono divertiti proponendosi di catturare l’attenzione mediante odori e profumi caratteristici. Questa è un’edizione pensata anche per il ricordo del cofondatore di Orticolario, Alfredo Ratti, a cui è stato interamente dedicato l’intero spazio centrale. Nel medesimo padiglione, è presente un pergolato di colori e profumi, progettato e realizzato da Rattinflora, poi impreziosito da pregiati esemplari di Liquidambar styraciflua, fornite da Piante Mati di Pistoia.
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Sulla pergola sono arrampicate rose sarmentose di Barni di Pistoia e bacche di rose ornamentali di Sergio Patrucco di Diano San Pietro, provincia di Imola. Ai lati del pergolato, si possono ammirare le salvie, le graminacee e la collezione di 100 varietà di Aster (di Vivaio Valfredda di Cazzago San Martino -BS), un gioco cromatico punteggiato da profumi esemplari di Osmanthus fragrans di Piante Mati.
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Racchiuso in questo incantevole scenario, troviamo l’Empathy Garden, ovvero “Il giardino dell’empatia” nato da un’idea di Federico Giacomarra, che ha origine da progetto sviluppato per un concorso tenuto da un centro culturale, che prevedeva la realizzazione di un orto sul tetto di un edificio di Roma. Reso concreto al Moma di New York, è presente a Orticolario, con la veste propria di un orto interattivo che va a unire la forza che deriva dalla natura stessa e dai suoi colori, alla magia che viene riprodotta, tramite la trasmutazione di cambiamenti climatici in onde sonore.

Empathy Garden
Empathy Garden

Ciò che colpisce è la semplicità ritrovata nelle piante ornamentali, che non sono prepotentemente fiori – spiega il partner del progetto, Matteo Fogaroli, paesaggista dal gusto ricercato e innovativo – «ma anche ortaggi come il cavolo nero, il cavolo cappuccio o semplici peperoncini». All’esterno poi ci possiamo perdere tra i colori di una tavolozza che rende vivi i fiori protagonisti dell’evento, gli Aster, o ancora, l’Hobbit T-Garden di Carla Testori, in cui si possono scorgere bambini perdersi nell’incanto del richiamo al testo di Tolkien. Orticolario ne ha coinvolti più di 400 per educare loro ad apprezzare e amare la natura, perché solo conoscendola si può imparare a rispettarla. Insegnamento che viene riproposto con la riproduzione de Il non giardino di Alice, degli architetti Erba e Turchi, ispirato alla favola di “Alice nel paese delle meraviglie”; con questa istallazione hanno saputo far tornare bambini anche i più grandi, emozionati innanzi a tale atmosfera surreale e fiabesca.

Il Non giardino di Alice
Il Non giardino di Alice

Vi sono poi espositori internazionali come Corinne Détroyat e Claude Pasquer, designer del Biolabyrinthus, con siepi dalla potatura artistica che assumono così un aspetto decorativo. A rappresentanza delle piccole imprese, ci sono aziende agricole, come quella di Enzo Maioli che offre un tipo di uva coltivata senza l’incremento di additivi, oppure ritroviamo in riva un tendone tuareg, in cui poter sorseggiare del tè comodamente, in completo relax, con una vista lago mozzafiato. Infine, è presente anche lo stand della cooperativa sociale di San Patrignano, il loro obiettivo è ridare importanza e valore alle vite di chi ha smarrito se stesso, portando a nuova germogliatura ciò che era stato distrutto, proprio come si fa con la coltivazione di un fiore.

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Orticolario rappresenta una splendida iniziativa piena di vita e di colore, per famiglie e amici, per chi sa apprezzare i profumi, i sapori, gli odori, per chi ha il desiderio di condividere gesti e gioie semplici, per chi ha il coraggio di stupirsi ancora. Seguiteci nei prossimi giorni, con approfondimenti ad hoc dedicati ad alcuni espositori, selezionati per le sensazioni trasmesse.

Chiara De Carli

 

 

2 thoughts on “Ventottomila persone tra gli orti in riva al Lario

  1. Merci pour les deux belles photos du Jardin BioLabyrinthus ! Un grand Merci !

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