Panciolle

lettera Ppanciòlle avv. [der. di pancia, foggiato scherz. con la terminazione –olle dei nomi di alcune località toscane, come Bracciolle, Marignolle, Terzolle], tosc. – Nella locuz. in panciolle, a pancia all’aria, e quindi in ozio, senza far nulla.

L’avverbio “panciolle” è molto giocoso, dà l’idea di un ‘dolce far niente’ veramente beato, desiderato e finalmente conquistato. Appartiene al dialetto toscano (viene da immaginarselo pronunciato con l’accento di questa regione con la ‘c’ un po’ mangiata).

Riempie, ed ha riempito, così tanto l’immaginario popolare che nella fantasia collettiva è divenuto anche un paese, il paese di Panciolle, dove i suoi abitanti trascorrono la vita nell’ozio, mangiando a volontà e senza alcun bisogno di lavorare.

Viene associato all’idea congiunta di ozio e cibo, una siesta dopo pranzo: infatti è la contaminazione della parola “pancia” e “satollo”.

Si buttò nell’ultima poltrona rimasta libera, in panciolle e raggiante di felicità

(Palazzeschi, I fratelli Cuccoli, 1948)

panciolle

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